Cronaca. Operazione Mulciber, una colossale truffa internazionale sgominata dai carabinieri

Un'abilissma truffa finanziaria e bancaria per un valore di 1,2 milioni di euro, organizzata nei minimi dettagli, con uno stato immaginario e tanto di banche sparse per tutto il mondo incaricate di prestare denaro ad ignari clienti. E' stata sgominata dai carabinieri di Roma dopo due anni di indagini.

Vota:

Votata: 0volte

Lo stemma dela fantomatico Dominion of Melchidezek

Roma, 14 Maggio 2002

Potrebbe essere una storia di fantascienza, e probabilmente come film sbancherebbe il botteghino. Certo non sono di quest'avvisto le centinaia di persone che hanno perso i loro risparmi in quest'operazione. Una "operazione" finanziaria e bancaria per un valore di 1,2 milioni di euro. Una truffa organizzata nei minimi dettagli, con uno stato immaginario e tanto di banche sparse per tutto il mondo incaricate di prestare
denaro ad ignari clienti, previo il pagamento di una 'commissione' compresa tra il 5 e il 7% del valore complessivo del prestito richiesto. 

"Operazione Mulciber"
Si articola cosi' l'operazione "Mulciber" - dal nome di colui che costrui' il palazzo del Diavolo all'Inferno -  sgominata dai Carabinieri di Roma. Due anni di indagine, sette ordinanze di custodia cautelare emesse dalla
Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, per sgominare un giro di frodi di proporzioni enormi.
 
La dinamica orchestrata dalle menti crimininali era relativamente semplice; tutto passava attraverso una nazione virtuale, il cosidetto "Dominion of Melchizedek", a cui facevano capo istituti di credito ubicati in paesi off-shore e banche fasulle. Il Dominio - nazione inesistente tranne che su internet, ma situata ipoteticamente nelle isole Taongi e Malpelo, al largo della costa australiana - era la testa dell'organizzazione
criminale, ed infatti chiedeva una commissione di un decimo su ogni affare andato a buon fine.
 
200 italiani vittime della truffa
A gestire praticamente l'intera operazione, Tzemach Ben David Korem e sua moglie Elvira Gamboa, notissimi truffatori internazionali, e variegate strutture finanziarie in Inghilterra, Stati Uniti d'America, Australia e Francia. Nell'operazione sono rimasti coinvolti circa 200 italiani, la maggior parte dei quali residenti nella zona di Taranto, per una cifra di circa 1,5 milioni di euro.

Una nazione fantomatica
Tutto comincia nel 1991, quando Mark Pendley - truffatore di fama internazionale appena uscito dal carcere - decide di creare una nazione surreale, il "Dominion of Melchizedek", nazione inesistente collocata in un primo momento nell'isola di Malpelo, a circa 450 km dalle coste della Colombia. Il governo colombiano minaccia ritorsioni, e dunque Pendley decide di cambiare ubicazione per il suo stato, e lo colloca nell'isola di Karitane, 1.500 km a sud di Tahiti. Piccolo problema: l'isola era ben nove metri sotto al livello del mare, il che costrinse il nostro truffatore a rivedere ancora una volta i suoi piani, e spostare lo stato sull'isola di Taongi, nelle acque dell'Oceania. Un'isola, quella di Taongi, che esiste, anche se è parzialmente sommersa ed è abitata solo da colonie di uccelli acquatici. In compenso il suo sito web - messo in piedi dai truffatori - è curato sin nei minimi dettagli, con tanto di costituzione, governo, mappe, addirittura news.  

Geografia di un paese che non esiste
Nel frattempo Pendley cambia identita', e si trasforma nel governatore del 'Dominion of Melchizedek', Tzemach Ben David Korem. Il Dominion appare come un vero e proprio Stato, a carattere religioso. Ha una sua valuta, 'il dominion dollar', una sua universita', una sua biblioteca, ma soprattutto ha strutture bancarie che offrono strumenti finanziari altamente vantagiosi, tra cui il paradiso di molti evasori fiscali: il segreto bancario.

Tante banche fasulle
E adesso arriva la truffa vera e propria. Una pluralita' di istituti di credito sparsi per il mondo - interamente fittizi - si offrono di dare assistenza finanziaria, tramite mutui, prestiti, fideiussioni al malcapitato di turno. Catturata la preda entra in gioco un'altra banca, rigorosamente estera, e lontanissima dalla prima. Viene redatto un contratto (rigorosamente nella lingua che il cliente non parla), presentato da finti direttori di societa' che vanno avanti indietro con grandi esibizioni di ricchezza, in modo che il cliente si convinca.

Intrappolati nelle carte false
Ovviamente il cliente non otterra' alcun finanziamento dalla banca. Quando cerca di protestare, vengono imbrogliate le carte e messe in mezzo persone per i successivi due anni. Ogni due anni, infatti, le societa'
spariscono nel nulla. In tutto questo, è essenziale il ruolo del Dominion: parte dell'incasso del denaro del cliente deve essere devoluto al governatore dello Stato fasullo.
 
Anche a Roma una filiale
La frangia italiana dell'intera operazione è fisicamente incentrata sulla International Merchant's Reserve (Imr), con sede in via Appia Nuova. Un nome molto simile - un acronimo identico - alla International Monetary Reserve, del governatore del Dominion. Quattro esperti della finanza illegale, Bruno Adamu, la convivente Carolyn Ann Russel, Maurizio Cremona e Marco Dibari (ma quest'ultimo ha cambiato diversi nomi negli ultimi anni) si occupano giorno per giorno di procacciare e servire clienti.
 
I carabinieri sono arrivati a smascherare la truffa dopo due anni di indagini, dopo che i clienti derubati hanno cominciato a presentare denunce sempre piu' numerosi.