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È partito all'alba dalla Tunisia dopo essersi consegnato ai ribelli. Ha fatto scalo in Italia

In fuga dalla Libia Jalloud, il vice di Gheddafi
Gli insorti: la fine del Rais è vicina

Aveva disertato due giorni fa riparando con i congiunti a Zenten, citadina della Libia sud-occidentale controllata dalle forze insurrezionali. Fu uno dei cervelli del colpo di Stato che nel 1969 rovesciò la monarchia di re Idris e portò Gheddafi al potere. Intanto si intensifica l'offensiva dei ribelli

TRIPOLI -Il maggiore Abdessalem Jalloud, ex numero due di Muammar Gheddafi, è partito oggi dalla Tunisia con destinazione l'Italia, prendendo un volo all'aeroporto dell'isola di Gerba: lo hanno annunciato fonti della scalo tunisino, secondo cui l'aereo è decollato la notte scorsa e insieme a Jallud c'era la sua famiglia. Negli ambienti governativi di Tunisi è stato precisato che Jalloud era arrivato in serata nel Paese maghrebino. Aveva disertato due giorni fa, passando dalla parte dei ribelli e riparando con i congiunti a Zenten, citadina ella Libia sud-occidentale controllata dalle forze insurrezionali. Fu uno dei cervelli del colpo di Stato che nel 1969 rovescio' la monarchia di re Idris e porto' Gheddafi al potere. Primo ministro dal 1972 al 1977, era poi stato nominato tra l'altro vice premier, ministro delle Finanze e dell'Industria; caduto poi in disgrazia presso il regime, dal 1990 non aveva piu' ricoperto alcun incarico ufficiale.

Le fonti hanno aggiunto che Jalloud ha lasciato la Tunisia con un aereo maltese, ma non sono state in grado di specificare quante persone ci fossero con lui. L'ex primo ministro libico è volato in Italia solo per fare scalo e raggiungere successivamente il Qatar.

La polizia di frontiera tunisina ha annunciato che Jalloud ha preso ''un aereo per l'Italia dall'aeroporto di Djerba alle 3:40 di questa mattina (ora italiana)''. Jalloud era arrivato nella notte in Tunisia, a Remada, secondo quanto riferito da un'altra fonte governativa all'Afp. Secondo questa fonte, Jalloud sarebbe diretto in Qatar e avrebbe fatto solo scalo in Italia per riuscire a raggiungere uno dei paesi arabi più impegnati nella coalizione internazionale anti-Gheddafi. Da Zenten il maggiore era stato trasferito alla frontiera tunisina, che aveva attraversato ieri pomeriggio raggiungendo la località di Remada. A quanto si sa, dopo essersi consegnato ai rivoltosi l'ex braccio destro del Colonnello era stato affidato a emissari del Qatar, uno dei pochi Stati arabi che partecipano direttamente alle operazioni militari contro il regime di Gheddafi e che riconoscono il Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi. L'emirato del Golfo Persico ospita anche la sede dell'emittente televisiva 'Free Libya', che in parte finanzia.

Intanto si intensifica l'offensiva dei ribelli. La capitale Tripoli è stretta d'assedio: con l'aeroporto in mano ai rivoltosi, in città l'esercito di Gheddafi si è mobilitato con blocchi stradali e posti d'avvistamento sui tetti; i cittadini che sono riusciti a scappare parlano di forze di sicurezza ovunque e mancanza di gas ed elettricità. A Brega, importante centro petrolifero sulla costa orientale, continuano i bombardamenti dei lealisti per contrastare l'avanzata degli insorti.

Si fanno sempre più consistenti, inoltre, le voci di una fuga di Gheddafi, come ha ribadito il leader del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) di Bengasi, Mustafa Abdul Jalil, secondo cui "la fine" del potere in Libia del leader libico "è molto vicina". Tra le varie opzioni di fuga per Gheddafi oggi si è parlato di Hammamet.



Ultima Modifica: 20 agosto 2011, 21:17