SALUTE

La Sanità che ci aspetta

2016, sistema sanitario nazionale: si cambia

Quale sanità ci aspetta per il prossimo anno, dai nuovi orari di lavoro per i medici alla disponibilità di strutture e nuovi farmaci. Quanto incideranno la appropriatezza prescrittiva e le nuove regole sulla responsabilità medica. Le buone regole per bambini, adulti ed anziani per un nuovo anno in salute.

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Per capire quale sanità ci aspetta l’anno prossimo evitando il libro dei sogni è bene partire da quello che abbiamo, i risultati del 2015 così come li ha rilevati la società Demoscopika in una sua ricerca.

Le direttrici prese in considerazione sono la soddisfazione espressa dai malati, rispetto ai servizi ricevuti; la mobilità tra le regioni, anche causa liste d’attesa, e poi la spesa del sistema e quelle delle famiglie. In testa alla classifica il Trentino Alto Adige. In fondo, la Calabria. 

Da una parte chi rinuncia a curarsi a causa delle lunghe file d’attesa o perché non ha i soldi per i ticket, dall’altra cittadini soddisfatti per i servizi garantiti dalle tasse che pagano.

Da una parte Trentino, Veneto, Piemonte, i cui abitanti si dichiarano soddisfatti tra il 45 ed il 60%. Dall’altra Sicilia, Molise, Campania dove solo 20 cittadini su 100 promuovono l’assistenza sanitaria.

E così, ci sono Regioni da cui si scappa, come il Molise o la Basilicata o la Campania, ed altre che attraggono malati, come la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Toscana, il Veneto.

Ospedali fatiscenti, ticket esorbitanti, cattiva reputazione che fa prendere il treno a prescindere: ma è dura, per chi comunque vuole o è costretto a curarsi in alcune zone d’Italia. Mezzo milione di persone, dice la ricerca, hanno rinunciato a curarsi a causa delle liste d’attesa, soprattutto in Calabria e Puglia. E si inizia a parlare di “impoverimento sanitario”, che arriva quando una malattia seria brucia in pochi mesi i risparmi di una vita, tra spostamenti, visite ed analisi private, spese di alloggio per assistere un parente malato fuori regione.
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