ITALIA

Le celebrazioni

25 aprile, al campo di concentramento, Mattarella: "Fossoli mostra a che punto può arrivare il male"

Il Capo dello Stato prima di raggiungere Fossoli e Carpi ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all'Altare della Patria. Manifestazioni nel 72° anniverario della Liberazione dal nazi-fascismo in tutta Italia

Mattarella e Castagnetti (Foto: Quirinale)
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato al Campo di Fossoli, che durante la seconda guerra fungeva prima da campo di concentramento per ebrei e poi da campo di transito per i deportati diretti ai lager nazisti. Il capo dello Stato, accompagnato dal deputato Pier Luigi Castagnetti, ha visto all'edificio restaurato dopo il terremoto del 2012, che ha danneggiato seriamente la struttura. Subito dopo Mattarella ha preso parte alla cerimonia "testimoniare il futuro", che si tiene nel grande prato che affianca le strutture del Campo. Tra il marzo e l'agosto 1944 partirono dal Campo di Fossoli 2800 ebrei - un terzo della deportazione in Italia - e oltre 2700 prigionieri politici. Tra i prigionieri rinchiusi anche a Fossoli anche Primo Levi che rievocò la sua esperienze nelle prime pagine di 'Se questo e' un uomo'.

Mattarella: Fossoli mostra a che punto può arrivare il male
"Questi muri diroccati sono il simbolo delle vite spezzate" nel campo di concentramento e di transito di Fossoli "che è un luogo di sofferenza" che "ci ricorda a che punto di aberazzione può giungere il male". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un passaggio del suo intervento alla cerimonia di commemorazione al campo di concentramento e di transito di Fossoli, nel Modenese. "Questo campo è nato nel nostro Paese in un momento drammatico", ha detto Mattarella, che ha ricordato come sia "importante difendere sempre con molta attenzione e determinazione la democrazia, la libertà, la convivenza, la solidarietà".

Mattarella: in Ue lacune ma proseguire in scelta pace
Oggi in Ue abbiamo una stagione di pace che non era mai stata così lunga, occorre proseguire in queste scelta. Le difficoltà non mancano, il terrorismo cerca di insidiare ciò che si è raggiunto con la pace e la solidarietà, "ci sono tante lacune da colmare ma occorre continuare l'azione che anche in questo campo tante persone immaginavano", ha detto Mattarella intervenendo alla Fondazione campo di concentramento di Fossoli.

Il Presidente al Teatro comunale di Carpi
Il presidente Mattarella era stato in precedenza al teatro comunale di Carpi dove aveva detto che occorre vedere ka "Resistenza come lotta al nazifascismo, ma anche come embrione della nuova democrazia. Resistenza come primo, essenziale momento per la riconquista della libertà". "Non si può comprendere la Resistenza, il suo significato, la sua fondamentale importanza nella storia d'Italia se non si parte dalla sua radice più autentica e profonda: quella, appunto, della rivolta morale. Una rivolta contro un sistema che aveva lacerato, oltre ogni limite, il senso stesso di umanità inciso nella coscienza di ogni persona", aveva rimarcato il capo dello Stato. 

La Brigata ebraica
Il Capo dello Stato aveva inoltre detto al teatro comunale: "Vi furono uomini liberi che sbarcarono nell'Italia occupata e versarono il loro sangue anche per la nostra libertà. A questi caduti rivolgiamo un pensiero riconoscente. Il loro sangue è quello dei nostri fratelli. Tra questi non possiamo dimenticare i 5000 volontari della Brigata Ebraica, italiani e non, giunti dalla Palestina per combattere con il loro vessillo in Toscana e in Emilia-Romagna". 

A Roma il presidente all'Altare della Patria
Prima di raggiungere Carpi, questa mattina il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all'Altare della Patria. Presenti anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il presidente del Senato Pietro Grasso, il vice presidente della Camera Roberto Giachetti, il sindaco di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Gentiloni alle Fosse Ardeatine
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, subito dopo l'omaggio all'Altare della Patria si è recato al mausoleo delle Fosse Ardeatine dove ha deposto una corona d'alloro a nome del Governo, nell'ambito delle celebrazioni del 72mo anniversario della Liberazione. Successivamente, il premier ha partecipato alle celebrazioni per il 25 aprile presso il mausoleo, situato presso le cave in cui il 24 marzo 1944 fu perpetrato l'eccidio di 335 civili per rappresaglia contro l'attentato di via Rasella, che conserva reperti e cimeli relativi all'occupazione tedesca di Roma.
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