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ITALIA

Napolitano: trasmettere il ricordo alle nuove generazioni

Trent'anni fa la strage del Rapido 904, passaggio dagli Anni di Piombo agli attentati di mafia

Il 23 dicembre 1984 una carica di esplosivo esplose nella galleria ferroviaria che attraversa l'Appennino, provocando 16 morti e 267 feriti. Commemorazioni a Napoli e San Benedetto Val di Sambro

Una carrozza dilaniata dall'esplosione
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23 dicembre 1984, ore 19.08: nella galleria ferroviaria tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro si scatena l’inferno. Due valigie piene di esplosivo piazzate nel Rapido 904 partito da Napoli e diretto a Milano esplodono causando 16 morti e 267 feriti.  Sono passati 30 anni da quella strage. I sopravvissuti e i famigliari delle vittime non dimenticano quella tragedia.

Nel tunnel un inferno di fuoco 
Il treno era pieno di viaggiatori diretti a casa per le festività natalizie. La bomba, un carico di esplosivo di peso stimato tra 12 e 16 chilogrammi, fu fatta esplodere con un radiocomando nel mezzo della galleria, nel cuore dell’Appennino. Il tunnel moltiplicò gli effetti della deflagrazione. Chi era a bordo si trovò al buio in un inferno di fuoco, grida e lamiere. Il luogo della strage è praticamente lo stesso dove, 10 anni prima, era stato compiuto l’attentato del treno Italicus.

Le condanne 
Per l’attentato sono stati condannati con sentenza divenuta definitiva l’ex capo della famiglia mafiosa di Porta Nuova Pippo Calò e i suoi collaboratori Guido Cercola (suicida in carcere nel 2005), Franco Di Agostino e Friedrich Schaundin. Più recentemente alcuni pentiti hanno accusato Totò Riina di essere il mandante dell’attentato.

L'avvio delle stragi di mafia 
La strage del Rapido 904 è considerata il punto di passaggio dagli Anni di Piombo e dalla Strategia della tensione alle stragi di mafia. Sarebbe stata una prima risposta ai mandati di cattura relativi al Maxiprocesso a Cosa Nostra emessi nel settembre 1984 dai giudici Falcone e Borsellino. Il tipo di esplosivo utilizzato era lo stesso impiegato per la strage di Via d’Amelio, in cui nel 1992 persero la vita lo stesso Borsellino e cinque agenti della sua scorta. 

Le commemorazioni
Per ricordare l'anniversario sono state organizzate diverse commemorazioni. Le principali sono state quelle di San Benedetto Val di Sambro, sul piazzale della stazione, e di Napoli, dove al binario 11 è presente una targa in memoria delle vittime.

Il messaggio di Napolitano
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio a Rosaria Manzo, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime. "A trent'anni dall'orrenda strage sul rapido 904 Napoli-Milano - ha scritto Napolitano - il mio partecipe e commosso pensiero va alle sedici vittime innocenti ed ai tanti feriti. Trasmettere alle giovani generazioni il ricordo di un crimine così efferato e di tutti quelli che, con crudele violenza, hanno colpito il nostro Paese per destabilizzarne le istituzioni è un dovere della comunità nazionale per scongiurare ogni rischio di rimozione e per riaffermare i valori di democrazia e di giustizia, che sono a fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita civile e sociale".
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