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ITALIA

Cerimonia al Quirinale

8 marzo. Mattarella: le donne artefici della Repubblica

Sergio Mattarella 8 marzo (Foto da Twitter @Quirinale)
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"Possiamo dirlo con forza nel settantesimo della Costituzione: le donne sono artefici della Repubblica. E sono artefici del suo divenire". Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia al Quirinale per la Celebrazione della Giornata Internazionale della donna. "La nostra comunità nazionale, il nostro modello sociale, le nostre stesse istituzioni non sarebbero quello che sono senza il contributo creativo, fondativo, delle donne italiane", aggiunge Mattarella.

"Oggi le donne sono più consapevoli. Più presenti e responsabili nella politica, nella cultura, nell'impresa, nella scuola, in tutti gli altri luoghi di lavoro. Non ancora quanto dovrebbero, e quanto sarebbe utile. Ma l'8 marzo ricorda alla coscienza, e alla cultura, del popolo italiano la centralità della questione femminile", ha inoltre affermato il presidente. "Una questione - ha aggiunto - a cui l'intera società è chiamata a dare una risposta all'altezza della libertà e della dignità che la nostra Costituzione ci ha fatto raggiungere".

"L'8 marzo - ha proseguito il capo dello Stato - è una giornata di impegno comune. Nel 2001 e nel 2003 due leggi costituzionali approvate dal Parlamento, ovviamente su iniziativa di donne - capaci di coagulare un largo consenso - hanno introdotto nella nostra Carta il principio delle pari opportunità e quello della parità di accesso alle cariche pubbliche. Soltanto nel 1963 le donne erano state ammesse in magistratura e nella carriera diplomatica, soltanto nel 1999 nelle Forze Armate e nella Guardia di Finanza. L'Italia di oggi - nella stessa pubblica amministrazione, nei ruoli dirigenti - presenta un'immagine decisamente diversa da quella di pochi decenni or sono. Ma persistono lacune, svantaggiando le donne e svantaggiando il Paese".

"Le molestie, le violenze fisiche e morali che talvolta irrompono nei rapporti professionali e di lavoro o tra le mura domestiche, ferendo le coscienze, prevaricando libertà e speranze, costituiscono una realtà inaccettabile, e purtroppo tuttora presente", ha concluso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
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