CULTURA

Agrigento

Premio Nobel: 80 anni fa la consegna a Pirandello

Il 10 dicembre 1934 lo scrittore agrigentino ricevette a Stoccolma il premio Nobel per la letteratura. Quale eredità lascia il drammaturgo e che ricordo ne conserva il suo paese e la sua città natale?

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Il premio Nobel
Il 10 dicembre del 1934 - 80 anni fa - Luigi Pirandello ricevette il premio Nobel per la letteratura a Stoccolma dal re Gustavo V. Lo stesso giorno di 2 anni dopo, morì a Roma. Il drammaturgo nato a Girgenti nel 1867 ha realizzato le opere che gli valsero il Nobel negli anni a cavallo tra la Grande guerra ed il primo decennio del regime fascista. La sua produzione letteraria per il grande pubblico si inaugura con il romanzo "Il fu Mattia Pascal" nel 1904 e si chiude con il dramma incompiuto "I giganti della montagna" del 1936.

Dal discorso al banchetto con i reali dopo la consegna del premio
Al banchetto coi reali svedesi, Pirandello dice di aver frequentato "la scuola della vita" che lo ha aiutato molto. Si descrive inizialmente come "un bambino" che non verrebbe mai meno alla sua totale fede e fiducia in ciò che ha imparato. "Sentivo il bisogno di credere all'apparenza della vita senza alcuna riserva o dubbio". Da qui "un amore e un rispetto della vita indispensabili per assorbire delusioni amare, esperienze dolorose, ferite terribili, e tutti gli errori dell'innocenza che donano profondità e valore alle nostre esistenze". "Di fatto - conclude - nell'illusione di creare me stesso, ho creato solo quello che sentivo e che riuscivo a credere".

Pirandello mitteleuropeo
Si era laureato in Filologia romanza a Bonn nel 1891 con una tesi sul dialetto della propria città, dopo aver iniziato gli studi a Roma. Si era sposato con Maria Antonietta Portulano ed aveva avuto tre figli: Stefano, Lietta e Fausto. In quegli anni scriveva le sue prime poesie, le novelle e i romanzi, traduceva in italiano le "Elegie Romane" di Goethe.

Il vasto pubblico
Il romanzo "Il fu Mattia Pascal" esce a puntate sulla "Nuova Antologia" e poi come volume nel 1904. È la sua prima grande opera con personaggi e vicende originali e paradossali di un lungo percorso narrativo sulla complessità dell'esistenza che viene chiuso dall'opera "Uno, nessuno e centomila" nel 1926.

Il successo in teatro
Nel 1916 Pirandello - mentre registra col romanzo "Si gira" la nascita del cinema, nuova forma espressiva - in teatro ottiene il sospirato successo di pubblico con le opere in dialetto "Pensaci Giacomino" e "Liolà". Sono dell'anno seguente "La Giara", "Il berretto a sonagli" e "Così è (se vi pare)". Nel '21 andò in scena un testo rivoluzionario: "Sei personaggi in cerca d'autore", e l'anno successivo "Enrico IV". Nel 1924 "Ciascuno a suo modo", e nel 1930 "Questa sera si recita a soggetto". Il teatro fu l'ambito nel quale si registra il suo vero successo con oltre 40 commedie.

La ricerca di senso
I grandi personaggi pirandelliani si ribellano alle convenzioni, come il professor Toti di "Pensaci Giacomino!" e Ciampa del "Berretto a sonagli" e si ergono a emblemi della libera volontà, o dei vari modi possibili del comportamento umano, sulla morale pubblica. La verità assoluta per Pirandello è una meta irraggiungibile; il lieto fine per il suo pubblico è una chimera, piuttosto si rimane spesso sospesi tra ambiguità e inquietudine. Uno dei capolavori è l' "Enrico IV" del 1922. Meglio esser creduto pazzo che vivere una quotidianità senza speranza e felicità.

Pirandello fascista?
Nel 1924 lo scrittore aderì al fascismo. L'Accademia d'Italia lo chiamò il 18 marzo del 1929 nella Classe delle Lettere. Diresse il Teatro d'arte (dove si legò a Marta Abba) e crebbe la sua notorietà a livello internazionale che culminò con il Nobel. Per Andrea Camilleri il fatto che Pirandello abbia rinunciato a fare il discorso di ringraziamento alla consegna del Nobel va interpretato come una sua scelta di sottrasi all'apologia del regime. La controprova, per Camilleri, è data dal fatto che al ritorno da Stoccolma alla stazione Termini non c'era nessuno ad aspettarlo tranne che alcuni amici stretti.

La sua attualità: Giorgio Albertazzi
Per il grande attore Giorgio Albertazzi, Pirandello è "un genio teatrale che sposa filosofia con l'etica e col teatro diretto, la finzione e la realtà, l'invenzione della doppia identità. Ha personalizzato il teatro fino a farlo diventare teatro nel teatro. Ed è attuale come lo è Shakespeare". 

L'anniversario ad Agrigento
La sua città ricorda gli ottanta anni dalla consegna del premio a Pirandello con due giorni di iniziative che si tengono al Teatro comunale intitolato allo scrittore. Ma la memoria del drammaturgo riecheggia ogni giorno nella piazza del Municipio, nei nomi di scuole, di vie, di biblioteche, bar, auditori e centri culturali, associazioni, e in un Convegno nazionale annuale che quest'anno ha celebrato la sua 51esima edizione.
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