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ITALIA

Iter vincolo soprintendenza va avanti

Accordo sullo stadio della Roma a Tor di Valle. Raggi: "Via torri e cubature". Pallotta: "Nuova era"

Lo Stadio della Roma si farà, a Tor di Valle dove voleva il costruttore, ma senza torri e a cubature ridotte

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Lo Stadio della Roma si farà, a Tor di Valle dove voleva il costruttore, ma senza torri e a cubature ridotte. È questo l'accordo raggiunto ieri a tarda sera tra Comune e società. Ad annunciarlo la sindaca Raggi in piazza del Campidoglio, al termine di una faticosa giornata che l'ha vista anche per qualche ora in ospedale per controlli dopo un malore. "È un giorno storico", dice il Dg della Roma Baldissoni. Esulta dagli Stati Uniti il presidente Pallotta: "Comincia una nuova era. Forza Roma. Non vediamo l'ora di costruire".

Iter vincolo soprintendenza va avanti
Superato lo scoglio del Comune a Cinque Stelle con cui ieri i proponenti dello stadio della Roma hanno trovato un accordo, restano altri ostacoli sulla strada per realizzare l'impianto sportivo a Tor di Valle. Parallelo alla conferenza dei servizi che dovrà esprimersi sull'argomento, a quanto si apprende, va avanti indipendentemente l'iter del vincolo sull'Ippodromo di Tor di Valle avviato dalla soprintendenza competente. Dall'avvio del procedimento che si chiude dopo 120 giorni, i proponenti del progetto hanno 80 giorni di tempo per le loro osservazioni.

Pallotta, nuovo capitolo,non vedo l'ora
Una corsa lunga cinque anni è finalmente arrivata al primo traguardo e la Roma, dopo tante incertezze e timori di 'catastrofe', incassa con soddisfazione il si' della amministrazione di Virginia Raggi alla realizzazione del nuovo stadio a Tor di Valle. "The next chapter begins. Forza Roma", è il primo commento del presidente giallorosso, James Pallotta, che ha seguito da lontano e con grande apprensione gli ultimi passaggi prima dell'accordo trovato ieri in Campidoglio e poi, dichiara a caldo, "non vediamo l'ora di costruire uno stadio che Roma possa mostrare a tutto il mondo del calcio".

"È stato un percorso molto lungo - sottolinea il n.1 del club capitolino - che potrebbe essere paragonato a quello fatto dai nostri antenati Romani in molte campagne del passato. Ma la prossima tappa di questo viaggio, è di fronte a noi e, per questo, vorrei ringraziare prima di tutto i nostri tifosi. Sono i migliori al mondo". Grandi ringraziamenti sono riservati alla sindaca, Virginia Raggi, e per la sua amministrazione, oltre che per il costruttore Luca Parnasi e la sua squadra e per lo staff della Roma.

"Siamo molto orgogliosi di aver raggiunto un accordo che migliora il progetto con un intervento importante. un giorno storico", ha dichiarato a sua volta il direttore generale della società, Mauro Baldissoni, che ha guidato la delegazione dei proponenti in Campidoglio all'incontro con il sindaco.

Il risultato però è stato in bilico fino all'ultimo, e la tensione era palpabile anche all'interno della squadra dopo le parole del presidente di due giorni fa che paventava la vendita dei 'pezzi' migliori se il progetto non fosse andato in porto. Tutti si sono spesi per spingere il 'sì' al progetto, con il "Famostostadio" lanciato anche come hashtag da Francesco Totti e dall'allenatore, Luciano Spalletti. Un pressing che ha avuto i suoi frutti, grazie anche al sostegno forte dei tifosi, convinti a loro volta che per raggiungere la Juve bisogna imitarla anche nei progetti. L'incubo di uno stop ora è svanito, anche se tante cose restano da fare e ci vorrà ancora tempo perchè la squadra giallorossa possa esordire nel nuovo impianto. In ogni caso, come dice Pallotta, ora comincia davvero un nuovo capitolo.

Stadio Roma a Tor di Valle, senza torri e -50% cubature
Dopo il malore e il rientro in Campidoglio, Virginia Raggi annuncia in serata l'accordo per realizzare lo stadio della Roma a Tor di valle. Una svolta a sorpresa rivendicata come un grande successo dalla sindaca M5S: "via le torri", i grattacieli Libeskind, e un taglio delle cubature di circa la metà sul progetto originario, che prevedeva quasi un milione di metri cubi di cemento; opere pubbliche che restano ma divise 'in due fasi di realizzazione'. Un'intesa raggiunta dopo una riunione rinviata per ore per il problema di salute di Raggi, che costringe la sindaca ad accertamenti in ospedale, e poi anche per un incontro con la sua maggioranza. "Uno stadio fatto bene", il tweet della Raggi, subito rilanciato da Beppe Grillo, che pure aveva detto 'no' a Tor di Valle. "Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park - scrive Raggi su Facebook -; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo; mettiamo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà piu soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido. Abbiamo rivoluzionato il progetto e lo abbiamo trasformato in una opportunità", aggiunge la sindaca.
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