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SPORT

Giro d'Italia, quinta tappa

Ackermann fa il bis: a Terracina è lui l'uomo della pioggia

Il tedesco replica il successo di domenica a Fucecchio beffando in una volata 'bagnatissima' e rischiosa Fernando Gaviria e Arnaud Demare. Tutto immutato nella generale, con Roglic davanti a Yates e Nibali. Ora la sesta frazione, Cassino-San Giovanni Rotondo di 233 chilometri

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L’uomo della pioggia è Pascal Ackermann: secondo acuto dopo quello di domenica scorsa a Fucecchio. Acqua incessante e freddo pungente – più da classica del Nord che da Giro d’Italia - scandiscono i 140 chilometri della quinta tappa della corsa rosa, da Frascati (Castelli Romani) a Terracina, litorale pontino, vinta dal tedesco al termine di uno sprint da brividi con l’asfalto fradicio ed estremamente scivoloso. Bruciati di un soffio (mezza ruota) sul traguardo della cittadina tirrenica il colombiano Gaviria e il francese Demare. Quarto Ewan, quinto Matteo Moschetti, primo degli italiani. Nei dieci anche Paolo Simion (7°), Giovanni Lonardi (9°) e Manuel Belletti (10°). Complici le pessime condizioni atmosferiche, e per evitare eccessivi rischi, la giuria ha deciso di neutralizzare i distacchi negli ultimi nove chilometri. Delusione per Elia Viviani, che non è riuscito a trovare il varco giusto per piazzare lo spunto in volata. Il belga Louis Vervaeke ha provato a movimentare la giornata con un tentativo di fuga, rintuzzato però a circa 20km dall’arrivo.

Quinta frazione che non cambia ovviamente una virgola nella classifica generale, con lo sloven Primoz Roglic sempre leader davanti a Simon Yates (+35”) e Vincenzo Nibali (+39”). Domani è in programma la sesta tappa, la Cassino-San Giovanni Rotondo di 233 chilometri, in cui si toccherà il punto più a Sud di questa edizione.   

Alza intanto bandiera bianca Tom Dumoulin, uno dei grandi favoriti se non il favorito assoluto, vittima di una caduta nella Orbetello-Frascati nella quale aveva riportato un profondo taglio al ginocchio sinistro. Il trionfatore del 2017 e secondo classificato 2018, si è arreso a pochi chilometri dal via per il dolore che non gli permetteva di pedalare con fluidità e di conseguenza spingere. Il ritiro del campione olandese è un colpo duro per la corsa, che perde un sicuro protagonista.    
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