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SPORT

Il caso

"Grazie, ragazze"! Ma una bottiglia di Acqua Uliveto copre le atlete nere della Nazionale di Volley

Nella pubblicità una bottiglia "oscura" Miriam Sylla e Paola Egonu, tra le migliori giocatrici del torneo. E sul web si scatenano proteste e ironie. La replica di Uliveto: nessuna discriminazione 

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Una enorme bottiglia sulla foto delle ragazze del volley, reduci da uno straordinario mondiale che ha portato l'Italia sul secondo gradino del podio, alle spalle solo della Serbia. E' il modo scelto dallo sponsor - Acqua Uliveto - per ringraziare la squadra, sui social e con inserzioni a pagamento sui giornali. A colpire è però la posizione di quella normalissima bottiglia: a coprire le atlete di colore e a rendere di fatto "all-white" la nostra nazionale.

Una scelta che non è passata inosservata e che alcuni non considerano accidentale: in rete è un fiume di prese di posizioni molto critiche contro l'azienda, minacciata di boicottaggio. 

La replica di Uliveto: nessuna discriminazione 
Uliveto ha seguito con entusiasmo l’avventura di tutte le nostre atlete pallavoliste, TUTTE senza alcuna distinzione. Nessuna forma di discriminazione ci appartiene e la vicinanza alla squadra ed alle sue componenti è dimostrata dalle tante foto pubblicate sui social". Con queste parole in un post su Facebook, Uliveto replica alla polemica  scoppiata sui social. "Contrastiamo pertanto fermamente qualsiasi insinuazione circa un atteggiamento diverso nei confronti di giocatrici che per noi hanno tutte lo stesso grande merito: quello di aver composto una fantastica squadra!", aggiunge l'azienda nel suo post sui social. 



Su Instagram un'altra foto
Su Instagram in mattinata era arrivata una nuova foto, il repost di una foto pubblicata dalla Federazione di Pallavolo. Ma senza alcun riferimento alla polemica.

 Una bottiglia nella storia
La maldestra bottiglia in un attimo diventa l'oggetto che nasconde e censura ciò che non si vuole vedere nella storia dello sport, e non solo. Come nel caso dei due atleti anche questa volta di colore che esattamente 50 anni fa dominarono i 200 metri a Città del Messico, e poi sul podio indossarono -  per protesta e sfida - un guanto nero




 
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