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FOOD

Lutto nel mondo dell'enologia

Addio a Giacomo Tachis, il 'principe degli enologi' e padre del Sassicaia

L'enologo è considerato artefice del cosiddetto 'Rinascimento' italiano nel mondo del vino e inventore di alcune delle più importanti etichette mondiali come Sassicaia, Tignanello e Solaia

Giacomo Tachis (Ansa)
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È morto a San Casciano Val di Pesa (Firenze) il re degli enologi italiani: Giacomo Tachis aveva 82 anni, era malato da tempo e dal 2010 si era ritirato dall'attività per dedicarsi ai libri e alla famiglia. I funerali si celebreranno lunedì 8 febbraio, alle ore 15, nella chiesa di Santa Maria ad Argiano presso San Casciano.

Artefice del 'Rinascimento' italiano
L'eredità più importante di Tachis consiste nell'aver portato innovazione e successo nel mondo del vino. L'enologo - di origine piemontese e toscano di adozione - è considerato artefice del cosiddetto 'Rinascimento' italiano, e padre e inventore di alcune delle più importanti etichette mondiali come Sassicaia, Bolgheri, e Tignanello, nel Chianti.

Dal Piemonte alla Toscana
Nato a Poirino (Torino), Tachis studiò alla Scuola di Enologia di Alba (Cuneo). Ma è in Toscana che sviluppò studi e innovazioni. Nei primi anni '60, infatti, inizia la collaborazione durata 32 anni con le Cantine Antinori, divenendo il loro direttore storico. Nel tempo, il sodalizio Tachis-Antinori permette di dare vita a una sorta di 'rivoluzione' in vigna e in cantina che darà vita al Tignanello: innovando il concetto di vinificazione Sangiovese e unendolo al Cabernet nasce così il primo esempio di Supertuscan.

Tignanello e Solaia
Dopo il Tignanello seguono altri vini 'famosi' come il Solaia, nato su terreni ricchi di scheletro (alberese, galestro) con inserti d'argilla rossa, a circa 400 metri sul livello del mare, nel cuore del Chianti classico. “Il Solaia nasce nel 1978, quasi per caso, da una costola del Tignanello. C'era troppo cabernet, quell'anno, e tutto di ottima qualità: perché non vinificarlo a parte? L'intuizione fu di Giacomo Tachis, allora maestro di cerimonie delle Cantine Antinori”, spiega l'enologo Renzo Cotarella.

Il Sassicaia
Alla fine degli anni '60, Tachis inizia anche a lavorare con il marchese Mario Incisa della Rocchetta a Bolgheri, per dare vita a un vino in grado di competere con le migliori produzioni bordolesi: il Sassicaia, il primo (e per ora unico) vino italiano di una specifica cantina, che ha una DOC (denominazione di origine controllata) riservata appositamente. La denominazione Bolgheri Sassicaia, infatti, la può utilizzare esclusivamente la Tenuta San Guido (di proprietà della famiglia Incisa della Rocchetta) per il suo vino corrispondente (questo perché Sassicaia è un "cru" in Bolgheri interamente posseduto da Tenuta San Guido).

Collaborazioni in Sardegna e Sicilia
La bravura di Tachis, dopo aver raggiunto successi in Toscana, lo ha portato negli anni a collaborare con innumerevoli cantine, uscendo dai confini della Toscana per 'abbracciare' tante regioni, specialmente in Sardegna e Sicilia.

Martina: "Il mondo del vino perde un grande maestro"
Sulla scomparsa di Tachis è intervenuto anche il ministro  delle Politiche agricole, Maurizio Martina: "Il mondo del vino perde uno dei suoi più importanti maestri. Protagonista indiscusso del rinascimento del vino italiano, ha saputo reinterpretare il ruolo stesso dell'enologo. Un uomo di grandissima cultura che ha fatto della qualita' una pratica quotidiana, diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni di enologi. Se oggi il vino italiano è riuscito a raggiungere certi traguardi - ha aggiunto il ministro - è anche per merito di uomini come Giacomo Tachis e Luigi Veronelli che, in anni duri, hanno saputo accompagnare il rilancio di questo settore. Dobbiamo fare in modo che la loro eredità possa essere uno stimolo a fare sempre meglio".
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