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ITALIA

Milano

Affaire Kubla, Gozzi: "Totale estraneità. Martedì dimissioni da Federacciai"

Conferenza stampa del ceo di Duferco che ricostruisce i fatti che lo hanno portato all'arresto in Belgio

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Dopo la sua scarcerazione e il rientro in Itali, chiarire la sua posizione una volta per tutte. Questo lo scopo della conferenza stampa di Antonio Gozzi sul cosiddetto  'Affaire Kubla'. Il ceo di Duferco, presidente di Federacciai e presidente dell'Entella Calcio lo dice subito ai giornalisti, tenendo ovviamente presente i limiti posti dall'indagine. "Desidero confermare mia estraneità ai fatti: non abbiamo corrotto nessuno" è l'esordio di Gozzi che dichiara estranea alla vicenda anche la Duferco perché, sottolinea Gozzi, "l'investimento è stato fatto da alcuni azionisti di Duferco privatamente. La scelta del Congo deriva dalla potenzialità di questa nazione: non è più il paese descritto da Conrad, ma è una realtà che cresce al 7% annuo".

Poi passa a spiegare nel dettaglio l'affare: "Kubla ha proposto un vero e proprio progetto con consulenti francesi della Française des Jeux, che stanno gestendo analoghe attività in altri paesi africani. Sulla carta si trattava di un progetto potenzialmente profittevole, in quanto avevamo il compito di realizzare un piano di rilancio di una società in fallimento ma che aveva degli spazi di crescita. In questo progetto erano comprese una serie di spese legali e per attività di consulenza, necessarie soprattutto nella fase precedente alla presentazione del progetto. Mi sono occupato dell’affare su richiesta di alcuni investitori".

Un investimento che Gozzi considera sbagliato tanto che il contratto stipulato è stato poi impugnato dal governo appena dopo la costituzione della sede a Kinshasa. Dopo sei mesi di impasse c’è stato il licenziamento di tutti i dipendenti. Successivamente è intervenuto "il nostro commercialista, con cui lavoriamo in Belgio da 20 anni, a quel punto si è offerto di trasferirsi nel paese africano per gestire in prima persona l’attività. De Witte, però, una volta giunto in loco, ha cambiato strategia, non interloquendo più con il governo, continuando a collaborare con i francesi e mettendo in piedi una serie di attività (come il gratta e vinci e l’organizzazione di Miss Congo), facendosi però ammaliare dalla famosa Princesse Odette".

A questo punto la decisione di smantellare tutto dice Gozzi, perché le perdite erano rilevanti e De Witte aveva contratto molti debiti. Lo stesso commercialista ha quindi lasciato un memoriale alla moglie nel quale sosteneva che le fatture pagate inizialmente coprissero una corruzione alla moglie del primo ministro congolese. Per questo motivo dice Gozzi "sono stato chiamato a deporre, trovandomi alla fine ammanettato e privato anche degli occhiali". E sempre per queste ragioni considera l'arresto ingiustificato, perché dal giudice "ci siamo recati noi direttamente dal giudice".

L'intera storia adesso potrebbe portare a ripercussioni sulle attività industriali ed associative secondo Gozzi, oltre al danno reputazionale. E nel prossimo direttivo di Federacciai (martedì, ndr) presenerà le sue dimissioni, "lasciando ai presenti la decisione sulla continuazione o meno della mia esperienza alla presidenza dell’associazione nazionale dei produttori di acciaio".









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