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ITALIA

Boettcher e Levato

Aggressioni con acido:Alex marchiava le "donne come il bestiame" e studiava tecniche di evirazione

Da una parte, altri video con marchiature fatte con la "fiamma ossidrica" e altre scarnificazioni anche nelle parti intime di Martina Levato, a cui si aggiungono chat in cui Alexander Boettcher si vanta perché "marchia le donne come il bestiame", mentre lei si sottomette e lo elogia come un "dio" che domina "su tutto". Dall'altra, una serie di elementi che aggraverebbero la posizione del broker: il giorno in cui Antonio Margarito subì un tentativo di evirazione da parte dell'ex bocconiana, Alex avrebbe effettuato ricerche sul web sugli "effetti" di questo genere di "pugnalate". I giudici milanesi, intanto, sono riusciti ad aggirare il blocco del suo Iphone

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Proprio il 20 maggio 2014, giorno in cui Martina Levato ha cercato di evirare il compagno di università Antonio Margarito, Alexander Boettcher ha fatto ricerche su internet con il suo iPhone 5 sul tema dell'evirazione. Il particolare emerge dall'analisi del contenuto del cellulare del 30enne, effettuata dalla Procura e dagli avvocati di parte civile. Ai giudici dell'undicesima sezione penale, davanti ai quali Boettcher (già condannato a 14 anni con l'amante e complice Martina) è a processo per le aggressioni a Stefano Savi e a Giuliano Carparelli, infatti, è stato depositato un file contenete un articolo che tratta il tema dell'evirazione, spiegando anche quale tipo di coltello è più efficace, che Boettcher, secondo i consulenti, ha trovato su internet il giorno stesso dell'aggressione a Margarito, che Martina ha cercato di far passare per un tentativo di violenza sessuale da parte del ragazzo. La ex studentessa della Bocconi è stata anche condannata per calunnia.

Martina ad Alex: sei un "dio" che domina "su tutto"
Legale parte civile,materiale telefono conferma ruolo Boettcher Alexander Boettcher fece una serie di marchiature a fuoco sul corpo di Martina Levato perché "il padrone" deve "marchiare il suo bestiame". Lo avrebbe scritto, stando a quanto spiegato da uno dei legali di parte civile, l'avvocato Paolo Tosoni, lo stesso broker, sotto processo a Milano per una serie di blitz con l'acido, parlando in una chat con l'amante, già condannata a 14 e 16 anni nei due processi sulle aggressioni. Questa ed altre chat, come fotografie e video, fanno parte del nuovo materiale estrapolato nei giorni scorsi dal telefono di Alex, da cui già nelle scorse settimane erano saltati fuori filmati definiti dal pm di Milano Marcello Musso di "sadismo puro". Dalle nuove estrapolazioni (le parti civili depositeranno nell'udienza di oggi le loro relazioni) sono venuti a galla nuovi video su "plurime marchiature", come spiegato dall'avvocato, "anche nelle parti intime" di Martina. E anche un messaggio chat di Boettcher ad un'amica "molto significativo", ha chiarito il legale, per quanto riguarda la "sua partecipazione" alla tentata aggressione a Giuliano Carparelli. Le nuove analisi dei consulenti delle parti civili avrebbero anche evidenziato che dopo l'arresto del 28 dicembre 2014 dal pc di Boettcher sarebbero state cancellate, a gennaio 2015, alcune cartelle contenenti "anche foto di Pietro Barbini", sfigurato con l'acido, e "gli screenshot delle conversazioni tra Boettcher e Levato su Barbini". I nuovi dati raccolti, secondo l'avvocato Tosoni, dunque, sono una "conferma significativa alla partecipazione di Boettcher agli agguati e al suo ruolo".

Aggirato il blocco di iPhone: segreti sul telefono di Alex
Se l'Fbi ha scatenato una guerra epocale contro il gruppo fondato da Steve Jobs, che ha negato l'accesso all'iPhone di uno degli attentatori di San Bernardino, morto nella strage, è andata meglio alla giustizia italiana. A differenza dei loro colleghi americani, i giudici milanesi sono riusciti comunque ad accedere a parte dei dati contenuti nel telefonino di Alexander Boettcher, già condannato insieme all'amante e complice Marina Levato a 14 anni per l'agguato a Pietro Barbini e ora a processo per altri due blitz con l'acido. La ragione? Sull'iPhone 5, sequestrato al broker il 28 dicembre 2014, subito dopo il suo arresto, era installato il sistema operativo iOS 8. Nonostante il 30enne si sia sempre rifiutato di rivelare il Pin, il sistema operativo, inviolabile quasi due anni fa, adesso grazie ad un software elaborato da una società israeliana con sede a Monaco, è come un libro aperto. Impossibile, almeno per il momento, invece, superare il muro di Apple per i telefoni con sistema operativo iOS 9, per adesso inviolabile.
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