SALUTE

Ricerca scientifica

Al MIT il primo batterio hackerato

Gli scienziati di Boston sono riusciti ad “hackerare” il codice genetio dell’escherichia coli, un batterio molto diffuso: al computer, lo hanno riprogrammato per mutare funzioni. Aprendo nuove strade alla cura di importanti malattie

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La notizia è molto importante non solo perché arriva dal Massachusetts Institut of Technology, e al MIT di Boston c'è la crema degli scienziati mondiali, ma anche perché lo studio è stato accolto dalla bibbia della ricerca, Scienze: sono riusciti a riprogrammare il DNA di un batterio cambiando le loro funzioni a seconda degli stimoli ambientali.

Che detto così uno pensa: già si fa, col famoso editing genetico, il taglia e cuci sintetico con cui si eliminano o aggiungono geni, proprio per mutare le funzioni di una cellula. Peraltro è di pochi giorni l'annuncio di Craig Venter della creazione di un batterio completamente artificiale: ed infatti la clamorosa novità sta nel fatto che gli scienziati del MIT hanno capito come programmare al computer le nuove sequenze di ed evitando sgradevoli problemi che oggi si riscontrano con l’editing genetico, andando praticamente a colpo sicuro. Come si fa con un qualunque software, che poi ci permette si inviare una mail o di giocare davanti al monitor. Il primo batterio riprogrammato è stato l'escherichia coli: su 60 circuiti 45 hanno funzionato senza problemi. Ancora c'è da fare ma la strada è spianata: si potrà indicare in questo modo a cellule batteriche di rilasciare un farmaco contro il tumore, oppure sempre a batteri di attivarsi e produrre insetticidi contro i parassiti delle piante.
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