ITALIA

La tragedia di Lodi

Al vaglio degli inquirenti la versione del ristoratore. Fratello della vittima: "Noi perdoniamo"

Proseguono a Lodi le indagini sull'uccisione del giovane rumeno ucciso dal titolare dell'osteria 'Dei Amis' di Casaletto Lodigiano dopo che insieme ad alcuni complici aveva compiuto un furto

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Gli inquirenti stanno verificando la versione dello sparatore, il proprietario dell'osteria Mario Cattaneo, che ribadisce che il colpo fatale è partito dal suo fucile da caccia a causa della colluttazione e che non sapeva di aver colpito alla schiena il ladro in fuga, Petru Ungureano, morto in seguito alle ferite. Questa versione non sembra convincere del tutto gli inquirenti. A dare qualche elemento in più al procuratore capo di Lodi, Domenico Chiaro, potrebbe essere l'autopsia, eseguita oggi all'Istituto di medicina legale di Pavia. L'esame dovrebbe chiarire infatti quale è stata la traiettoria dei colpi e da che distanza sono stati esplosi. Da verificare anche la dichiarazione di un teste che sostiene di aver sentito due spari mentre tutti, fino ad oggi, avevano parlato di un solo colpo esploso. Questa circostanza però sarà difficile da verificare in quanto l'arma è stata consegnata ai carabinieri solo dopo molte ore.

Analisi delle telecamere di sorveglianza
Gli investigatori si stanno concentrando anche sull'analisi delle videocamere di sorveglianza collocate tra i territori di Casaletto Lodigiano (Lodi), Bascapè (Pavia) e Comuni limitrofi. Questa analisi viene ritenuta fondamentale per cercare di arrivare presto ad assicurare alla giustizia la banda che ha agito a Casaletto.

Il procuratore capo: cautela nel parlare di legittima difesa
In ogni caso il procuratore invita alla cautela chi parla di legittima difesa, sottolineando come sia stato proprio Cattaneo "ad andare incontro ai ladri". I malviventi infatti avevano bloccato la porta dall'interno e sarebbe stato lo stesso oste ad abbattere gli sbarramenti e ad andare verso i ladri in fuga.

Mario Cattaneo a Rai 1: "Avevo paura che i ladri salissero in casa"
Intanto Mario Cattaneo racconta la sua versione ai microfoni de 'La vita in diretta' su Rai1: "Avevo paura che i ladri salissero in casa, ho fatto di tutto per non mollare la presa dell'arma, poi sono stato trascinato per qualche metro nel cortile. Mio figlio ci ha diviso. Io ricordo solo che è partito un colpo accidentale". 

Il fratello della vittima: "Perdoniamo ma vogliamo giustizia"
Oggi ha parlato anche Victor Ungureanu, fratello della vittima, arrivato dalla Svizzera per il riconoscimento della salma. Al microfono del collega Alan Gard della Tgr Lombardia ha detto: ""Io e la mia famiglia perdoniamo Mario Cattaneo davanti a Dio: non vogliamo vendetta ma solo giustizia". 



 
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