ECONOMIA

Tracciabilità non abbastanza chiara

Allarme bitcoin: rischio riciclaggio e finanziamento di mafia e terrorismo

A mettere in guardia dai rischi della criptomoneta inventata 5 anni fa sono l'Autorità Bancaria Europea, l'Autorità Europea di Vigilanza sui Mercati e la Procura Generale di Roma. 

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L’allarme lo lanciano all’unisono il Procuratore Generale di Roma, Luigi Ciampoli, l'Autorità bancaria Europea (Eba) e l'Autorità Europea di Vigilanza sui Mercati (Esma): bitcoin, la moneta usata per le transazioni online, può essere uno strumento di riciclaggio di denaro e di finanziamento per le mafie e le organizzazioni terroristiche. La Esma, anzi, meno di una settimana fa ha invitato le istituzioni finanziare a "non acquistare, detenere o vendere" le monete virtuali, prima che entri in vigore il regime regolatorio proposto dall'Eba.
 
Elevato rischio riciclaggio
Al momento, si legge in un report di oltre 45 pagine, i rischi superano i benefici. E sono più di 70 i profili di rischio collegati alle monete elettroniche e virtuali, da quelli collegati ai partecipanti al mercato a quelli relativi alla sicurezza finanziaria, fra cui la elevata possibilità di ricorrere a tali strumenti per il riciclaggio del denaro sporco.
   
Il megafurto da 345 milioni 
Bitcoin a fine 2013 è volato per la prima volta sopra i 1.200 dollari sulla piattaforma online Mt.Gox, prima di crollare sotto i 500 dollari proprio a seguito della bancarotta della borsa su cui veniva trattato, legata ad un furto da parte di un hacker di 850.000 pezzi per un valore di 345 milioni di euro.

La diffusione della criptomoneta 
La corsa alla moneta virtuale, però, è inarrestabile: il portale di giochi online Zynga ha iniziato ad accettarli come forma di pagamento, Facebook ha pensato ad una sua e-money con la quale sfidare proprio il bitcoin, Hong Kong ha aperto sulla propria borsa il primo punto vendita reale per la valuta virtuale e la società statunitense, dopo aver creato una sorta di caveau digitale per i bitcoin, ha anche creato una carta di credito apposita. In Italia, intanto, sono sbarcati i primi bancomat abilitati ad erogare bitcoin. In cima alla classifica delle transazioni in bitcoin ci sono gli Stati Uniti seguiti da Russia, Germania, Cina, Regno Unito, Canada, Olanda, Francia e Australia. L’Italia è al decimo posto.

Bce, Eba, Esma: serve un sistema regolatorio  
Nel 2013, con gli attacchi hacker ai siti che trattano la moneta che si sono moltiplicati per tre, Eba, Bce ed Esma hanno avviato un esame approfondito sulla materia, arrivando a proporre un sistema regolatorio che affronti i principali rischi, partendo dai requisiti di governance fino alla separazione netta dei conti correnti fra moneta virtuale e quella reale.

Genesi e utilizzo di bitcoin 
A dare la luce al bitcoin, orami cinque anni fa, sarebbe stato l’informatico giapponese noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto (che ha smentito): in sostanza si tratta di transazioni criptate, completamente anonime e non gestite da una banca. Il bitcoin può essere trasferito attraverso il web  chiunque disponga di un indirizzo bitcoin, salvato su un computer sotto forma di portafoglio o tenuto presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. A fine giugno gli Usa hanno messo all'asta 30mila bitcoin, sequestrati durante il raid e la successiva chiusura di Silk Road, l'eBay delle droghe illegali.
 
 
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