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MONDO

Brasile

​Amazzonia, Bolsonaro invia l'esercito. Il discorso in tv: "Incendi non siano pretesto per sanzioni"

 Il presidente parla alla nazione alla viglia del G7. Mobilitazioni a San Paolo, Rio e in tutto il Paese

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Per aiutare a domare gli incendi in Amazzonia, diventati ormai una crisi internazionale, Jair Bolsonaro  ordina l'invio dell'esercito e promette tolleranza zero nei confronti dei piromani.

"Noi siamo un governo con tolleranza zero nei confronti   del crimine e nel campo dell'ambiente non c'e' differenza: noi agiremo in modo deciso per mettere sotto controllo gli incendi", ha detto in un discorso televisivo alla vigilia del G7 in Francia, dove la questione sarà tra i temi in cima all'agenda..

Gli incendi non possono essere pretesto per sanzioni
Per Bolsonaro, gli incendi in Amazzonia non possono giustificare sanzioni internazionali commerciali contro il Brasile. "Gli incendi forestali avvengono in tutto il mondo - ha osservato - e non possono essere utilizzati come pretesto per sanzioni internazionali". Il presidente brasiliano ha dunque dichiarato che la foresta amazzonica "è parte essenziale" della storia del  Brasile e che proteggerla è un dovere. "Ne siamo consapevoli e stiamo agendo per combattere la deforestazione illegale", ha affermato. "Siamo un governo di tolleranza zero contro la criminalità e il settore ambientale - ha ammonito - non è differente".


 

"Paneladas" e proteste di piazza
Durante la trasmissione del discorso "paneladas" (proteste battendo pentole) sono risuonate in varie zone di San Paolo, Rio de Janeiro e altre città brasiliane, al termine di una giornata segnata da proteste contro la politica ambientale del governo in tutto il paese.

A San Paolo, sull'Avenida Paulista -arteria principale del centro della metropoli, e sede tradizionale delle contestazioni di piazze- decine di migliaia di manifestanti si sono concentrati e hanno bloccato il traffico, prima di sfilare verso la sede dell'agenzia di protezione ambientale Ibama. A Rio, i manifestanti hanno attraversato il centro della città da Cinelandia alla sede della Banca di sviluppo (Bndes), bloccando il traffico in varie strade e ripetendo slogan contro Bolsonaro e il suo ministro dell'Ambiente, Ricardo Salles, il cui impeachment è stato chiesto al Supremo Tribunale Federale (Stf) dal partito Rete di Sostenibilità, la cui leader, Marina Silva, è stata ministra dell'Ambiente del governo di Luiz Inacio Lula da Silva e si è allontanata dal gabinetto, perché insoddisfatta dalla politica di protezione della foresta amazzonica.

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