SALUTE

Antibiotici, risorsa preziosa che non va sprecata

Tra i Paesi sviluppati siamo quello che segna il maggior numero di resistenze agli antibiotici, anche perché siamo tra i primi in Europa per consumo. Non sempre adeguato. Colloquio con Walter Ricciardi, Presidente dell’istituto Superiore di Sanità

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Presidente quanto è diffusa e preoccupante l’antibioticoresistenza in Italia?

Abbastanza preoccupante. Siamo il Paese europeo con le più elevate percentuali di resistenza nei principali batteri patogeni verso quasi tutti gli antibiotici. Sono però diversi anni che l’Europa e anche l’Italia stanno seguendo con attenzione il fenomeno.

Quindi abuso di farmaci, quando facciamo di testa nostra con gli antibiotici o quando interrompiamo la terapia se ci sentiamo meglio: ma vi risulta il rischio di diventare resistente agli antibiotici per vie traverse, attraverso il cibo? Per esempio entrando in contatto con carne sulla cui superficie ci siano questi batterio già resistenti, o mangiando carni che contengano tracce di antibiotici?

È l’uso scorretto dei farmaci antibiotici il principale responsabile della resistenza che si è creata nei batteri che aggrediscono l’uomo. Pertanto come già ribadito da alcune campagne è necessario utilizzare gli antibiotici solo se strettamente necessario e su prescrizione medica. Evitare di curare per esempio le influenze e i raffreddori con gli antibiotici pensando di prevenire le complicazioni ci aiuterebbe a invertire la curva dell’antibioticoresistenza. Per quanto riguarda il cibo, in base alle norme vigenti, in Europa e perciò anche nel nostro Paese le carni non devono contenere tracce di antibiotico quando vengono vendute a uso alimentare. Per quanto riguarda, invece, il rischio di tramissione di batteri già resistenti sulla superficie della carne o di altri alimenti è molto difficile stimarlo. È molto importante, in questo senso, impiegare tutte le norme igieniche durante la preparazione dei cibi come quelle che prevedono la separazione rigida tra cibi crudi e cotti, il lavaggio accurato degli alimenti da consumare crudi e il lavaggio delle mani prima e dopo le manipolazioni degli alimenti.

Il problema non è solo italiano: tempo fa la Gran Bretagna ha lanciato l’allarme di centinaia di migliaia di vittime da resistenza agli antibiotici, nei prossimi anni. E già oggi alcuni batteri non rispondono alle cure disponibili.

Il problema è innegabile, reso ancor più grave fino ad oggi dalla mancanza di nuove molecole allo studio. Tuttavia le industrie stanno invertendo la tendenza e compaiono finalmente nuovi promettenti studi che però necessitano di tempi che non sono brevissimi perché compaiano nuovi farmaci sul bancone della farmacia. È un tempo però che deve essere impiegato per imparare a utilizzare bene le molecole disponibili oggi e creare una cultura che ci permetta di non ripetere l’errore con le molecole future.

Quale deve essere il nostro atteggiamento verso gli antibiotici? C’è chi ne abusa, prendendoli anche quando l’infezione è virale, e chi ne ha paura, e preferisce soffrire ma non prenderli.

Gli antibiotici sono una risorsa preziosa. Hanno cambiato, insieme ai vaccini, la storia della sopravvivenza alle infezioni. Come tutto ciò che è prezioso non va sprecato. Vanno utilizzati solo su prescrizione medica in modo da calcolare bene rischi e benefici.

 

 
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