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MONDO

COP23

Aperta a Bonn la Conferenza Onu sul clima

Al via i lavori della 23ma sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione Onu sul Cambiamento Climatico (COP23). L'obiettivo: salvare gli impegni presi 2 anni fa con l'Accordo di Parigi nonostante l'abbandono da parte degli Stati Uniti di Trump. Sondaggio Wwf: il 96% vuole un impegno anche dei leader locali e delle aziende   

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Si sono aperti a Bonn, sotto la presidenza delle Isole Fiji, i lavori della COP23, la Conferenza delle Parti della Convenzione Onu sul Cambiamento Climatico, dove la comunità internazionale insieme ai principali attori economici e istituzionali è chiamata ad affrontare le questioni chiave dell'accordo di Parigi e degli strumenti per limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2 gradi centigradi.

Nel primo giorno della Conferenza il WWF, che alla COP23 è presente con un proprio padiglione, ha reso noti i risultati di un sondaggio condotto in 6 paesi (Australia, Cina, Francia, Germania, Italia, USA) da cui emerge come il cambiamento climatico rappresenti una delle maggiori fonti di preoccupazione, anche in relazione agli eventi estremi come la siccità (soprattutto in Italia e Cina).

Ormai non c'è alcun dubbio: gli scienziati concordano sul fatto che il cambiamento climatico sia in atto (in Italia c'è il maggior consenso su questo), che dipenda da responsabilità umana (Cina e Italia in testa) e che gli effetti si stiano già facendo sentire (anche su questo punto, l'opinione in Italia è netta, con uno schiacciante 80%).

Il sondaggio offre anche un'ulteriore chiave di lettura molto interessante per il nostro Paese. Anche nell'opinione pubblica italiana si è fatta strada l'associazione tra la lotta al cambiamento climatico con il benessere e la qualità della vita collegate alle soluzioni. Il sondaggio restituisce anche un altro elemento di grande rilievo. Il 96% degli intervistati, infatti, vorrebbe vedere i leader locali e le aziende protagoniste: anche i sindaci e gli amministratori delegati,vengono chiamati in causa per essere protagonisti di questa grande sfida globale. 

Proprio a Bonn, coerentemente con quanto deciso a Parigi, ci sarà grande attenzione al ruolo gli attori non statali (dalle imprese alle città, dagli investitori ai governi regionali e locali), alle azioni da loro messe in campo e si discuterà di come integrarli maggiormente negli impegni nazionali e internazionali. 

La COP23 rappresenta un grande banco di prova sugli impegni e la determinazione di chi ha sottoscritto e ratificato l'Accordo di Parigi.  L'obiettivo è quello di concordare le regole per l'applicazione dell'accordo, entrato formalmente in vigore il 4 novembre 2016, che mira a mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C rispetto al periodo preindustriale. E' indispensabile che gli Stati definiscano le linee guida per l'implementazione del trattato, che sta per diventare operativo, per far sì che questo sia effettivo a partire dal 2020. La COP deve anche lanciare un processo per incoraggiare i governi nazionali ad aumentare l'ambizione dei propri obiettivi nazionali a partire dal 2020.
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