Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Aperti-in-Brasile-i-seggi-per-il-ballottaggio-delle-presidenziali.-Bolsonaro-verso-la-vittoria-ff93bc6c-c6b2-43f0-b1e6-34741e1c469f.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

147 milioni chiamati alle urne

Aperti in Brasile i seggi per il ballottaggio delle presidenziali. Bolsonaro verso la vittoria

Sebbene i sondaggi diano Haddad in rimonta, il Brasile avrà probabilmente il suo primo presidente di estrema destra dai tempi della dittatura militare

Condividi

Sono 147 milioni i cittadini brasiliani richiamati oggi alle urne per partecipare al ballottaggio delle elezioni presidenziali e scegliere i governatori di 13 stati e del Distretto Federale, dove si trova la capitale Brasilia. I seggi si sono aperti alle 8  e chiuderanno alle 17 (le 21 in Italia).

La sfida Bolsonaro-Haddad
I due candidati che si affrontano oggi nel secondo turno delle presidenziali sono Jair Bolsonaro, del Partito Social Liberale (Psl, estrema destra) e , del Partito dei Lavoratori (Pt, sinistra), che al primo turno hanno ottenuto rispettivamente il 46% e il 29% dei voti. 

Gli ultimi sondaggi
Tutti i sondaggi sulle intenzioni di voto fra i due turni delle elezioni hanno visto Bolsonaro in vantaggio su Haddad, ma hanno anche registrato negli ultimi giorni una riduzione significativa della distanza fra i due. L'ultimo sondaggio della Ibope attribuisce a Bolsonaro il 54% dei voti e ad Haddad il 46%, mentre l'ultima inchiesta demoscopica della Datafolha vede Bolsonaro al 55% ed Haddad al 45%.

Il "mito" Bolsonaro
Soprannominato "il mito" dai sostenitori e "Bolsonazi" dagli oppositori, Jair Messias Bolsonaro sembra destinato a diventare il primo politico d'estrema destra a guidare il Brasile dalla ridemocratizzazione post-dittatura militare (1964-1984). Il 63enne candidato del Partito social-liberale (PSL), legatissimo alle chiese evangeliche, è infatti ancora saldamente in testa nei sondaggi. Sconfiggerebbe così il candidato del Partito dei lavoratori (PT) Fernando Haddad, che ha sostituito Lula nella corsa dopo che l'ex presidente è stato dichiarato incandidabile dalla magistratura.

L'accoltellamento 
Il 6 settembre Bolsonaro è stato accoltellato durante un comizio in strada, in Minas Gerais. Ha dovuto interrompere la sua campagna elettorale, è stato operato e poi trasferito in un ospedale di San Paolo, dove è rimasto sino alla fine di settembre per riprendersi dalle gravi lesioni agli organi intra-addominali. Il 29 settembre centinaia di migliaia di donne hanno manifestato contro di lui in decine di città brasiliane e del mondo, in un'iniziativa organizzata sui social con lo slogan #EleNao (lui no).

Il Brasile e Dio prima di tutto
La sua campagna si è basata molto sulla comunicazione sui social e sulla produzione e diffusione spontanea di contenuti da parte dei sostenitori, contando sul principio "Parla bene o parla male, ma parla di me". Lo slogan del deputato federale 63enne è "Il Brasile prima di tutto, Dio prima di tutto". Anche per questa massima, che richiama l''America First' del presidente americano Donald Trump, si è guadagnato il soprannome 'Trump brasiliano'. Si propone come un outsider anche se è in politica da 27 anni, dice di lottare contro la politica "corrotta e incompetente".

Un omofobo, misogino e razzista che guarda con nostalgia alla dittatura militare
Promette di liberalizzare il porto d'armi e a molti fa paura per le dichiarazioni nostalgiche della dittatura militare, omofobe, misogine e razziste. Tra le sue frasi più note e controverse: "L'errore della dittatura fu torturare e non uccidere"; "Lo Stato è cristiano e chi è in disaccordo se ne vada"; "Gli afrodiscendenti non servono a nulla, nemmeno alla riproduzione"; "Questa donna tra poco resterà incinta" quindi è giusto pagar le donne meno degli uomini; "Non ti stuprerei, perché non lo meriti" alla deputata Maria do Rosario; "Preferirei mio figlio morisse in un incidente piuttosto" di avere un figlio gay. Negli ultimi giorni ha poi pronosticato "il carcere o l'esilio" per i sostenitori di Lula e affermato che Haddad potrebbe vincere solo grazie a una "frode". Appoggia anche la riduzione dell'età minima per la responsabilità penale, la pena di morte ("Non ho mai visto un morto tornare a commettere reati"), mentre in economia si definisce "liberale" ed è a favore della privatizzazione di molte imprese statali.

Nato da una famiglia di origine italiana
Nato nello Stato di San Paolo da una famiglia di origine italiana, è al settimo mandato come deputato federale e degli oltre 170 progetti di legge presentati solo due sono diventati legge. Ha studiato all'Accademia militare ed è ora un militare in pensione, dopo aver servito nell'esercito tra 1971 e 1988, diventando capitano nel 1979 in piena dittatura militare. È poi entrato nei paracadutisti. Ha cinque figli da tre donne, tre dei quali hanno seguito la carriera politica: Eduardo Bolsonaro deputato federale, Flavio Bolsonaro deputato dello Stato di Rio de Janeiro, Carlos Bolsonaro consigliere municipale a Rio de Janeiro. Il suo primo incarico politico risale al 1988, come consigliere municipale carioca, a seguito dell'esposizione mediatica legata a un processo per l'accusa di aver complottato per far esplodere bombe in alcune sedi militari. Nel 1991 diventò deputato federale.

Alle urne un paese spaccato in due

Condividi