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ECONOMIA

Forse domani la decisione della Commissione Ue

Apple: è in arrivo dall'Ue una stangata miliardaria per l'accordo fiscale stretto con l'Irlanda

La  Commissione Ue potrebbe obbligare Cupertino a recuperare e quindi a pagare per intero quanto eluso finora grazie a un tax ruling considerato illegale da Bruxelles. L'Antitrust Ue annuncerà che l'Irlanda ha assicurato alla casa dell'iPhone aiuti di stato illegali sottoforma di sconti fiscali in cambio della creazione di posti di lavoro nel Paese

Apple, logo aziendale,negozio, New York (GettyImages)
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Apple rischia di vedersi recapitare, a poco più di una settimana dalla presentazione dell'iPhone 7, un conto da svariati miliardi di euro per l'accordo fiscale stretto con l'Irlanda per pagare meno tasse. 

E' attesa per domani, salvo cambiamenti dell'ultimo momento, una decisione della Commissione Ue che potrebbe obbligare Cupertino a recuperare e quindi a pagare per intero quanto eluso finora grazie a un tax ruling considerato illegale da Bruxelles. Una decisione che ricalca quelle già prese dalla commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager per Fiat in Lussemburgo e Starbucks in Olanda a ottobre dell'anno scorso.

La 'maxi-multa' che Bruxelles si prepara a comminare ad Apple, secondo Bloomberg che cita fonti vicine al dossier, sarà di "miliardi di euro" in quanto l'Antitrust Ue annuncerà che l'Irlanda ha assicurato alla casa dell'Iphone aiuti di stato illegali sottoforma di sconti fiscali in cambio della creazione di posti di lavoro nel Paese. Stando al 'Financial Times', il verdetto della commissione, steso in 130 pagine, appura che Cupertino avrebbe pagato un'aliquota fiscale di meno dell'1% sulle vendite europee, contro il 12,5% invece in vigore in Irlanda. Nei giorni scorsi era anche circolata una stima di JpMorgan secondo cui, nel peggiore dei casi, Apple sarebbe chiamata a sborsare ben 19mld di dollari.

Non a caso solo la scorsa settimana il Tesoro americano, dopo che molti 'big' Usa sono finiti del mirino dell'Antitrust Ue, ha pubblicato un 'White paper' in cui ha duramente attaccato la Commissione per essersi trasformata in "un'autorità fiscale sovranazionale che rivede le decisioni degli stati membri" sull'imposta sui redditi d'impresa. E, anzi, per Washington questo "cambiamento di approccio" stabilisce "uno sgradito
precedente che potrebbe spingere altre autorità fiscali" a imporre "recuperi retroattivi ampi e punitivi alle società".

L'inchiesta su Apple era stata aperta a giugno 2014 ancora sotto l'ex commissario alla concorrenza Joaquin Almunia, insieme a quelle sui tax ruling concessi a Starbucks dall'Olanda, a Fiat Finance & Trade dal Lussemburgo, mentre qualche mese dopo, a ottobre, era stata aperta quella su Amazon sempre legata al Gran Ducato. La commissaria Vestager, che ha ripreso le redini delle indagini, a ottobre dell'anno scorso ha portato a conclusione le indagini su Fiat e Starbucks, ritenendo le agevolazioni fiscali concesse come di fatto aiuti di stato che le avvantaggiavano in modo illecito rispetto alle altre società, e a versare quanto non pagato per un totale di 20-30mln di euro ciascuno. La commissaria ha poi aperto lo scorso dicembre un'indagine sul trattamento fiscale di favore concesso a McDonald's ancora una volta dal Lussemburgo.
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