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ECONOMIA

Prosegue il presidio dell'indotto

Arcelor Mittal, ispezioni dei carabinieri nello stabilimento: controlli su area a caldo

I Pm di Milano depositano atto di intervento nella causa civile fra il gruppo franco indiano e i commissari del polo siderurgico: "Scudo è pretesto causa recesso, urgente la pronuncia del giudice su stop impianti". Oggi l'incontro a Palazzo Chigi tra i vertici di Arcelor Mittal e il premier Conte: "Si tratta se l'azienda sospende revoca"

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I pm milanesi che si occupano del caso Arcelor Mittal- ex Ilva hanno depositato l'atto di intervento nella causa civile fra il gruppo franco indiano e i commissari del polo siderurgico con base a Taranto. "Nonostante la sospensione del piano di fermata, l'azienda non ha tutto quello che serve per proseguire l'attività in quanto l'approvvigionamento delle materie prime è stato cancellato". E' un passaggio di un verbale di un dirigente di ArcelorMittal sentito lo scorso 19 novembre dai pm di Milano e riportato nel loro atto di costituzione nel contenzioso civile tra l'ex Ilva e il gruppo franco indiano con cui aderiscono alla richiesta dei commissari. "Il piano prevedeva di lasciare una scorta minima di materie prime solo per un altoforno per un mese". Il manager ha spiegato ai pubblici ministeri cosa prevedeva il piano di fermata degli impianti poi sospeso dal gruppo.

Pm: urgente la pronuncia del giudice su stop impianti, scudo fiscale è pretesto per recesso
"Evidentemente lo stato di crisi di ArcelorMittal Italia, essendovi pericolo di diminuzione delle garanzie patrimoniali per il risarcimento di eventuali danni,rende ancor più necessaria ed urgente una pronuncia giudiziale che imponga alle affittuarie" dell'ex Ilva "di astenersi dalla fermata degli impianti e di adempiere fedelmente e in buona fede alle obbligazioni assunte". Lo si legge nell'atto di intervento della procura di Milano. Secondo la Procura di Milano "la vera causa della disdetta" del contratto d'affitto è "riconducibile alla crisi di impresa" della multinazionale franco-indiana ed alla conseguente volontà di disimpegno dell'imprenditore estero e non è invece il "venir meno del così detto scudo ambientale abrogato" utilizzato come motivo "pretestuosamente". 

Testimonianza a verbale: "Ogni stop ad altoforno porta danni"
Nella sua testimonianza il dirigente ha dichiarato: "Ogni fermata di un altoforno e il successivo raffreddamento, seppur operato seguendo le migliori pratiche non è mai senza danni". Danni la cui entità "si può verificare solo quando si riparte" aggiungendo che "i danni ci sono sempre". 

A settembre "finiti i fondi"
In più riunioni tenute da settembre ad oggi sia il precedente amministratore delegato Mathieu Jehl, sia il nuovo amministratore delegato Lucia Morselli, hanno dichiarato che la società aveva esaurito la finanza dedicata all'operazione" di affitto con obbligo di acquisto dell'ex Ilva. Questo è quanto ha messo a verbale un dirigente di Arcelor Mittal sentito come testimone dai pm di Milano lo scorso 18 novembre. Il passaggio del verbale è riportato nell'atto di intervento della Procura di Milano nel contenzione civile fra la multinazionale e l'ex Ilva. 

700 milioni la perdita prevista nel 2019
 "Come previsione, abbiamo circa 700 milioni di perdita per il 2019 ed e' secondo i principi contabili Ias Ifrs", ha messo a verbale il manager di Arcelor Mittal, Steve Wampach, sentito nell'indagine della Procura di Milano per distrazione di beni, omessa dichiarazioni dei redditi e false comunicazioni al mercato. 

"Per abbattere i costi abbassare la qualità dei materiali"
"I manager esteri sostenevano che per l'attuale 'marcia' degli impianti (vale a dire la produzione di 6 mln di tonnellate di acciaio), la qualità delle materie prime fosse troppo alta e che occorresse utilizzarne di qualità inferiore per abbattere i costi". Questo un passaggio della deposizione di Giuseppe Frustaci, dirigente di Arcelor MittalItalia, sentito dai Pm di Milano due giorni fa. Il verbale è riportato nell'atto di intervento della Procura nel contenzioso civile tra la multinazionale franco-indiana e l'ex Ilva.

"Fare come a Cracovia, in Polonia"
"Ci fu detto dal Ceo del gruppo, Gert Van Poelvoorde, che analoghe misure di ridimensionamento degli impianti produttivi, in termini soprattutto di 'fermata degli stabilimenti', erano state prese in altri Paesi, ad esempio in Polonia nello stabilimento di Cracovia". Parole messe a verbale, nell'ambito dell'indagine della Procura di Milano su Arcelor Mittal, dal dirigente. 

Ispezione dei carabinieri nello stabilimento
In mattinata c'è stata una ispezione su delega della Procura nello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal di Taranto da parte dei carabinieri del Noe di Roma, del Nucleo sulla sicurezza sul lavoro e del Comando provinciale nell'ambito delle indagini avviate dopo l'esposto dei commissari dell'Ilva. L'attenzione dei carabinieri di Roma e Taranto è concentrata su "un attento controllo dell'area a caldo" per accertare se c'è stato depauperamento delle materie prime, se sono state eseguite manutenzioni o se gli impianti rappresentano un pericolo per i lavoratori, poi una verifica complessiva di parchi minerali, nastri trasportatori, cokerie, agglomerato, altiforni e acciaierie in generale

Le verifiche riguardano le operazioni di bonifica nello stabilimento, la situazione generale della fabbrica, le attività di manutenzione finora eseguite e la sicurezza sul lavoro. A queste indagini collaborerà anche l'Ispra. Si ipotizzano i reati di "Distruzione di mezzi di produzione" e "Appropriazione indebita", lunedì scorso c'era stata una ispezione della Guardia di finanza (con acquisizione e sequestro di documenti, supporti informatici e cellulari) negli uffici dello stabilimento. L'ispezione dei carabinieri, sotto il coordinamento del Comando provinciale, era già stata programmata dal procuratore Carlo Capristo, dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone e dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero, che si occupano dell'inchiesta. L'obiettivo, si apprende da fonti giudiziarie, è quello di "fare una fotografia dei luoghi per verificare le condizioni dello stabilimento secondo quello che è emerso dall'esposto dei commissari straordinari". Di "massima collaborazione fra la Procura di Milano e quella di Taranto" parla il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, nessuno scontro dice ma una cooperazione con anche scambio di informazioni.

"Nonostante la sospensione del piano di fermata, l'azienda non ha tutto quello che serve per proseguire l'attività in quanto l'approvvigionamento delle materie prime è stato cancellato". E' un passaggio di un verbale di un dirigente di ArcelorMittal sentito lo scorso 19 novembre dai pm di Milano e riportato nel loro atto di costituzione nel contenzioso civile tra l'ex Ilva e il gruppo franco indiano con cui aderiscono alla richiesta dei commissari.

Incontro a Palazzo Chigi tra i vertici di Arcelor Mittal e il premier Conte
Oggi a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte vedrà i vertici di ArcelorMittal per cercare di risolvere la vertenza sugli impianti dell'ex acciaieria. Al tavolo, si è concordato, siederanno con Conte i ministri Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri. E ci sarà anche l'amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli, considerata il volto della trattativa sull’ex Ilva di Taranto. Nell’ultimo vertice, dall’esito negativo, c’erano Lakshmi Mittal e Aditya Mittal, padre e figlio, rispettivamente ceo e cfo di Arcelor Mittal.

Una vicenda sulla quale si inizia a vedere qualche spiraglio, con Conte deciso a chiedere certezze sui posti di lavoro e sugli annunciati esuberi. Solo se Ancelor Mittal sarà disposto a trattare sui numeri il presidente del Consiglio valuterà se calare sul tavolo il dibattito tema dello scudo penale. La multinazionale, dal canto suo, ha reso noto che parteciperà con 'fiducia' al vertice. Un incontro 'certo non conclusivo, ma molto importante', trapela ancora da ArcelorMittal. C'è dunque 'serenità', dicono ancora, sul fatto che 'sarà un lavoro immenso ma siamo fiduciosi che si possa cominciare a farlo con il governo italiano'.

Rimane aperta la strada del decreto per la città di Taranto. "Non sta arrivando niente - commenta Vincenzo Cesareo, già presidente di Confindustria Taranto e consigliere nazionale Federmeccanica -. Tranne i trasportatori ed un gruppo di imprese che ArcelorMittal reputa strategiche ai fini della produzione dello stabilimento, al resto non è arrivato praticamente nulla. ArcelorMittal deve darsi una mossa. Non si può attendere certo a lungo". 

Costa, Arcelor Mittal sta rispettando piano ambientale
Arcelor Mittal "rispetta il piano ambientale. Questo va detto. Tanto è vero che lo scudo non ha nessun senso per il semplice motivo che sta rispettando quello che doveva fare. Quindi dal punto di vista ambientale lo sta rispettando. Poi è chiaro che noi chiediamo di più". Queste le parole di Sergio Costa, ministro dell'Ambiente, ad Agorà RaiTre sullo scudo penale perArcelor Mittal.

Bonafede: in decenni nessuno se ne è occupato
La vicenda della ex-Ilva "è il nodo al pettine di decenni in cui nessuno sostanzialmente si è occupato in maniera effettivamente strutturale di Taranto e dell'ex-Ilva: noi adesso ce ne stiamo occupando". Lo ha affermato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a margine del convegno 'Le Corti fiorentine: dialogo tra giurisprudenza e dottrina' oggi a Firenze. "E' un momento importante", ha aggiunto, dicendo che su questo caso "il governo sta misurando anche la propria capacità di affrontare una problematica così importante".

De Micheli, governo al 100% impegnato per Taranto
"Il governo al 100% è impegnato per la città di Taranto e poi siamo tutti impegnati in questa vicenda legata all'Ilva" ha detto la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli.

Indotto, prosegue presidio per il quinto giorno
Per il quinto giorno consecutivo sta proseguendo il presidio alle portinerie dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal di Taranto dalle ditte dell'indotto che rivendicano il pagamento delle fatture. Confindustria, dopo un incontro con l'azienda, ieri aveva parlato di pagamenti agli autotrasportatori nella quasi totalità della platea per il 70% del fatturato, e per le altre articolazioni dell'indotto nell'ordine di circa il 50%, auspicando "il soddisfacimento graduale, nelle prossime 24/48 ore, della totalità dei fornitori del pagamento del 100% delle fatture scadute e non dell'intero fatturato".

Sindacati ad aziende, fate entrare personale al lavoro
I sindacati Filcams Cgil, Fist Cisl, Fisascat Cisl e Uil trasporti che rappresentano i lavoratori dei servizi, in una lettera inviata ad Alliance Green Service - joint venture nella quale è presente ArcelorMittal -, nonché ad altre aziende private che nel siderurgico ex Ilva di Taranto si occupano di pulizia industriale degli impianti, prendono posizione contro il presidio delle imprese dell'indotto-appalto che rivendica il pagamento delle fatture scadute. "A seguito delle iniziative promosse dalle imprese e dei blocchi presso le portinerie dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, che in questi giorni stanno creando notevoli disagi tra i lavoratori, impedendo agli stessi di recarsi sul proprio posto di lavoro", i sindacati di categoria chiedono alle aziende "di mettere in campo tutte le iniziative utili affinché  sia consentito ai lavoratori di recarsi sul proprio posto di lavoro".

Alle aziende, i sindacati dei servizi di Cgil, Cisl e Uil chiedono pure di farsi carico di tutte le giornate in cui ai lavoratori è stato impedito l'accesso allo stabilimento.
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