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ITALIA

"Il Ceo disse di ridimensionare come in Polonia"

Arcelor Mittal, testimone: "Ci dissero di usare qualità più bassa delle materie prime"

Il dirigente della multinazionale è stato sentito dai Pm di Milano due giorni fa. Il verbale è riportato nell'atto di intervento della Procura nel contenzioso civile tra la multinazionale franco-indiana e l'ex Ilva. "A settembre finita la finanza per questa operazione", dice un dirigente ai pm

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L'inchiesta di Milano su Arcelor Mittal vede le prime testimonianze sulla gestione della Ex Ilva di Taranto da parte della multinazionale che ora ha annunciato l'intenzione di recedere dal suo impegno industriale in Italia. Dai verbali della procura emergono le testimonianze dei dirigenti sugli ultimi mesi di gestione e sui crescenti segnali di un disimpegno annunciato.

A settembre "finiti i fondi"
In più riunioni tenute da settembre ad oggi sia il precedente amministratore delegato Mathieu Jehl, sia il nuovo amministratore delegato Lucia Morselli, hanno dichiarato che la società aveva esaurito la finanza dedicata all'operazione" di affitto con obbligo di acquisto dell'ex Ilva. Questo è quanto ha messo a verbale un dirigente di Arcelor Mittal sentito come testimone dai pm di Milano lo scorso 18 novembre. Il passaggio del verbale è riportato nell'atto di intervento della Procura di Milano nel contenzione civile fra la multinazionale e l'ex Ilva. 

"130 milioni bloccati"
"Stiamo pagando, ma con ritardo. Ad oggi abbiamo circa 130 milioni bloccati, ma, tra gli altri, ci sono anche problemi nella regolarità della documentazione dei fornitori", ha detto direttore Finance di Arcelor Mittal, Steve Wampach, sentito due giorni fa come teste dai pm di Milano che indagano sul caso dell'ex Ilva. 

700 milioni la perdita prevista nel 2019
 "Come previsione, abbiamo circa 700 milioni di perdita per il 2019 ed e' secondo i principi contabili Ias Ifrs", ha messo a verbale Wampach, sentito nell'indagine della Procura di Milano per distrazione di beni, omessa dichiarazioni dei redditi e false comunicazioni al mercato. 

"Per abbattere i costi abbassare la qualità dei materiali"
"I manager esteri sostenevano che per l'attuale 'marcia' degli impianti (vale a dire la produzione di 6 mln di tonnellate di acciaio), la qualità delle materie prime fosse troppo alta e che occorresse utilizzarne di qualità inferiore per abbattere i costi". Questo un passaggio della deposizione di Giuseppe Frustaci, dirigente di Arcelor MittalItalia, sentito dai Pm di Milano due giorni fa. Il verbale è riportato nell'atto di intervento della Procura nel contenzioso civile tra la multinazionale franco-indiana e l'ex Ilva.

"Ci fu detto dal Ceo del gruppo, Gert Van Poelvoorde, che analoghe misure di ridimensionamento degli impianti produttivi, in termini soprattutto di 'fermata degli stabilimenti', erano state prese in altri Paesi, ad esempio in Polonia nello stabilimento di Cracovia". Parole messe a verbale, nell'ambito dell'indagine della Procura di Milano su Arcelor Mittal, dal dirigente. In un passaggio della deposizione, il teste spiega che "con riferimento al personale, nella riunione di giugno-luglio, i manager esteri chiesero espressamente di ricorrere allo strumento della cassa integrazione ordinaria per circa 1300 persone, perché si stava delineando già da qualche mese un'evoluzione del mercato non favorevole".

Nel verbale il dirigente dichiara che "nonostante la sospensione del piano di fermata, l'azienda non ha tutto quello che serve per proseguire l'attività in quanto l'approvvigionamento delle materie prime è stato cancellato. Il piano prevedeva di lasciare una scorta minima di materie prime solo per un altoforno per un mese". E aggiunge: "Ogni fermata di un altoforno e il successivo raffreddamento, seppur operato seguendo le migliori pratiche non è mai senza danni". Danni la cui entità "si può verificare solo quando si riparte" aggiungendo che "i danni ci sono sempre".
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