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MONDO

Nuova pagina dopo 12 anni di "kirchnerismo"

Argentina, alle elezioni presidenziali avanti a sorpresa Macri: a novembre il ballottaggio

Il candidato del centrodestra conquista il 36% dei voti mentre Scioli, che alla vigilia era dato per favorito, si ferma poco sotto il 35%

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Sorpresa al primo turno delle elezioni presidenziali in Argentina: quando è stato scrutinato il 69,2% dei voti, il candidato del centrodestra Mauricio Macri ha il 36% dei voti a fronte del 34,8% del peronista Daniel Scioli. Sulla base di questo risultato, Macri e Scioli andranno al ballottaggio previsto il 22 novembre.

Scioli, il candidato governativo, peronista moderato del Frente para la Victoria, era alla vigilia del voto considerato il grande favorito e puntava a conquistare la presidenza già al primo turno. 

"Quanto successo questa notte cambia la politica dell'Argentina", ha commentato Macri in un breve intervento davanti ai suoi simpatizzati in festa al centro 'Costa Salguero' a Buenos Aires. Il candidato della coalizione Cambiemo, dopo aver fatto un appello in vista del secondo turno "agli elettori degli altri candidati", ha d'altro lato "promesso che a partire dal 10 dicembre l'Argentina migliorerà di giorno in giorno", riferendosi così alla data dell'insediamento del nuovo presidente. 

La legge argentina
Per l'elezione al primo turno serve il 45% dei voti o il 40% con un vantaggio di almeno il 10% sul secondo. Il voto segnerà comunque una nuova pagina dopo 12 anni di "kirchnerismo", prima con Nestor Kirchner e dal 2007 con la moglie Cristina Fernandez, subentratagli alla Casa Rosada.

Chi sono i Scioli e Macri
Scioli, attuale governatore della provincia di Buenos Aires, è il garante della continuità. L'ingegnere Macri, ex sindaco di Buenos Aires, paladino degli imprenditori e dalla classe media della capitale, ha promesso di non stravolgere le riforme kirchneriane.

L'era dei Kirchner, Nestor prima e Critina poi
Quella dei Kirchner è stata una rivoluzione populista in cui disoccupazione e povertà sono diminuite (anche se i dati sui poveri non vengono diffusi dal 2013), è stato introdotto l'assegno familiare per i figli, la copertura pensionistica è diventata quasi universale, sono riprese le trattative salariali, i militari colpevoli di violazioni dei diritti umani durante la dittatura (1976-1983) sono stati processati e sono state approvate leggi come il matrimonio gay.
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