ITALIA

E' accaduto ai funerali delle 5 vittime del crollo di sabato notte

Arnasco: il parroco non benedice la salma di una donna marocchina morta nel crollo di una palazzina

Don Chizzolini è il sacerdote che l'estate scorsa, mentre il Papa invitava le parrocchie ad aprirsi per l'accoglienza dei migranti, disse che piuttosto che dare la sua canonica ai profughi l'avrebbe bruciata.

Crollo della palazzina ad Arnasco, Savona (Ansa)
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Savona Sale la tensione tra gli abitanti di Arnasco ed il loro parroco. Don Angelo Chizzolini non ha benedetto la salma di Aicha Bellamoudden, la moglie marocchina di Dino Andrei, e durante il rito funebre non ha mai citato il nome della donna. La coppia è tra le cinque vittime del crollo della palazzina di Bezzo di Arnasco, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorso a causa di una fuga di gas, e che ha causato la morte di cinque persone e il ferimento di una donna che lotta ancora tra la vita e la morte. Il gesto del parroco non è piaciuto ai familiari della coppia. Tra l'altro Aicha aveva cominciato un cammino di conversione al cristianesimo e da 35 anni viveva insieme al marito italiano, insomma una donna perfettamente integrata nella comunità.

Nel corso del rito il parroco ha citato sempre e solo il nome del marito Dino e non ha impartito la benedizione al feretro della moglie; rifiuto che si è ripetuto anche durante la cerimonia della sepoltura nel piccolo cimitero del paese. In tutto, per cinque volte, il parroco ha asperso con l'acqua benedetta la bara dell'uomo, ma non quella della donna. Per stemperare la tensione che stava salendo, al cimitero il sindaco di Arnasco, Alfredino Gallizia, ha ricordato "la storia d'amore tra Aicha e Dino che durava da 35 anni. Aicha era ormai considerata una anarschese doc. Si era innamorata del paese e tutti l'avevamo accolta con rispetto. La nostra é una comunità molto unita e soprattutto accogliente. La loro unione era bella e solare". Nessun riferimento da parte del sindaco alla decisione di don Luca Chizzolini di non benedire la salma della donna: "Di quello mi riservo di dire la mia tra qualche giorno".

Il vescovo coadiutore della diocesi di Albenga mons. Guglielmo Borghetti, interpellato dall'Ansa, ha riferito che don Chizzolini lo avrebbe rassicurato dicendo: "Ho fatto tutto ciò che dovevo fare non è vero che non ho ricordato Aicha e che non ho benedetto il feretro". Mons. Borghetti ha spiegato: "Mi ha chiamato raccontandomi che si stava dicendo che non aveva ricordato Aicha e non aveva benedetto la salma. Ha detto che non era così. Io non sapevo nulla, sento dire il contrario. Se in una piccola chiesa si è avuta questa percezione... Se è vero è mancanza di buon senso. Il parroco mi aveva chiesto come si doveva comportare per questo funerale - aggiunge mons. Borghetti - e io gli ho risposto di celebrarlo perchè era un bel gesto di accoglienza. Mi ero espresso così perché i familiari della donna, musulmani, mi avevano detto che volevano un funerale cristiano. Lei si stava convertendo". Il vescovo ha inoltre ricordato che ieri sera, all'obitorio, aveva benedetto le salme, "tutte" e "ho pregato con loro ed erano felici. Domani riparlerò con il parroco - ha assicurato mons. Borghetti che poi con rammarico ha aggiunto: "Accanto ad un gesto bello della Chiesa che in momento particolare dice a una persona non ancora battezzata 'vieni con noi', nel caso ci fosse stato questo neo si sarebbe rovinato tutto".
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