ITALIA

41 sportelli nel Nord Italia

Assaltavano i bancomat con l'esplosivo, 11 arresti in Veneto

Il blitz dei carabinieri di Chioggia alle prime luci dell'alba. I malviventi, quasi tutti originari della Riviera del Brenta e della provincia di Rovigo, per realizzare i colpi usavano un linguaggio in codice e delle ricetrasmittenti. Due milioni di euro il danno complessivo tra soldi rubati e danneggiamenti alle strutture

Uno dei bancomat assaltati
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Venezia Per organizzare i loro colpi usavano, con un linguaggio in codice, dei telefonini intestati a prestanome e nelle fasi operative delle ricetrasmittenti.

Poi, con dell'esplosivo facevano saltare in aria gli sportelli bancomat di alcuni istituti di credito del Nord Italia e si portavano a casa il bottino. 41 sono in tutto i colpi messi a segno da una banda criminale che operava tra Venezia, Ferrara, Ravenna Bologna, Rimini, Forlì Cesena, Pesaro Urbino, Mantova, Modena e Verona.

Un'organizzazione messa alla sbarra alle prime luci dell'alba dai carabinieri di Chioggia. L'indagine, avviata dalla Procura di Venezia e che ha portato all'arresto di 11 persone, è iniziata nel gennaio 2013. In manette tutti pregiudicati originari della Riviera del Brenta e della provincia di Rovigo. Nell'operazione, che ha visto in campo 150 uomini, hanno preso parte anche le unità cinofile, artificieri ed elicotteri. 

Ma come agivano i malviventi? Quando dovevano andare a fare un colpo usavano l'espressione 'andare a mangiare', "il tappamento" era il nascondiglio dell'esplosivo e delle auto, mentre "il tocco" era la piattina, una scatolina metallica carica di esplosivo già pronta per essere inserita nei bancomat e farli poi saltare. Inizialmente si servivano di polvere pirica, poi esplosivo da cava, così potente da danneggiare anche le auto parcheggiate vicino alle banche e parte e alcuni edifici intorno. In tutto, tra soldi rubati e danni alle strutture, il danno complessivo ammonta a circa due milioni di euro.



 
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