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MONDO

Londra

Assange. No del giudice al ricorso contro l'arresto

"Ritengo che l'arresto sia una misura proporzionata sebbene il signor Assange abbia avuto una restrizione alla sua libertà per diversi anni", ha spiegato il magistrato

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Nuovo 'no' della magistratura inglese al ricorso dei legali di Julian Assange che chiedono l'annullamento del mandato di arresto nei confronti delf ondatore di Wikileaks, in vigore fin dal 2012 per la mancata risposta a una convocazione giudiziaria a Londra.   

La Westminster Magistrates Court si è espressa in favore del mantenimento del mandato, respingendo uno degli argomenti difensivi presentati dagli avvocati dell'attivista.

La giudice incaricata del caso, Emma Arbuthnot, si era pronunciata contro una prima argomentazione difensiva la scorsa settimana e oggi ha opposto un nuovo rifiuto anche a quella secondo cui non sarebbe nell'interesse pubblico continuare a perseguire Assange.           

"Ritengo che l'arresto sia una misura proporzionata sebbene il signor Assange abbia avuto una restrizione alla sua libertà per diversi anni", ha spiegato il magistrato, sottolineando che l'attivista australiano, rifugiato dal 2012 nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, deve "affrontare le proprie responsabilità".

Quindi Assange continua a rischiare l'arresto se esce dalla sede diplomatica sebbene siano cadute le controverse accuse di molestia sessuale sollevate anni fa dalla magistratura svedese e sia stato ritirato il mandato di cattura europeo nei suoi confronti.   

La decisione della giudice inglese sembra così chiudere le porte in via definitiva ai molti sostenitori del fondatore di Wikileaks che speravano in una soluzione positiva della vicenda. In precedenza le autorità britanniche avevano respinto anche le conclusioni di una commissione indipendente dell'Onu secondo cui risulta "arbitraria" la detenzione dell'attivista.   

Per i legali di Assange, dietro la rigidità di Londra ci sarebbe la pressione degli Stati Uniti, pronti a chiedere l'estradizione della 'primula rossa' del web perché furiosi per le rivelazioni imbarazzanti pubblicate negli anni da Wikileaks.
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