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ITALIA

Operazione della Digos

Associazione per delinquere, arrestato il sindaco di Trani

È accusato di concussione e corruzione. Arrestate altre 5 persone. Le indagini erano state avviate nel settembre 2013, all'indomani di un incendio doloso ai danni di un capannone industriale di una ditta di infissi 

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Il sindaco di Trani, Luigi Nicola Riserbato, nel 2009 eletto consigliere provinciale della Bat con la 'Puglia prima di tutto', è stato arrestato con altre 5 persone dalla Digos per associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, concussione, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. 

Gli arresti sono stati eseguiti da agenti della Digos della Polizia di Stato che hanno dato esecuzione, all'alba, a un'ordinanza di custodia cautelare, disposta dal gip del Tribunale di Trani.

Riserbato ha beneficiato dei domiciliari. In carcere sono finiti l'ex vicesindaco Giuseppe Di Marzio, il consigliere comunale Nicola Damascelli e l'ex consigliere Maurizio Muscinonche', e l'ex amministratore unico dell'Amiu, Antonello Ruggiero.

Gli arresti "costituiscono una prima e urgente risposta a un diffuso e insidioso sistema di condizionamenti e interferenze illeciti nella gestione di appalti e, più in generale, della cosa pubblica nel Comune di Trani", ha dichiarato nel corso della conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo, il quale ha definito gli indagati un "comitato politico affaristico che comandava in città".

Le indagini sono state avviate nel settembre 2013, all'indomani di un incendio doloso ai danni di un capannone industriale di una ditta di infissi della famiglia Damascelli. La polizia appurò l'esistenza di un legame fra il rogo e la procedura di aggiudicazione dell'appalto da oltre due milioni di euro bandito dal Comune di Trani per la vigilanza degli immobili comunali e aggiudicato alla Sicurcenter di Palermo. Secondo Capristo, il sistema di illegalità ha pervaso "la vita politica della amministrazione cittadina". Venivano imposte assunzioni - ha spiegato il magistrato - presso società operanti per il Comune in base a logiche clientelari di scambio o asservimento ad una specifica parte politica, dietro la minaccia di ritorsioni; veniva sollecitato il pagamento di tangenti in cambio di aggiudicazioni; la dialettica politica era governata da intimidazioni e ritorsioni, minacce di licenziamenti; le gare dei pubblici appalti erano pilotate. Le indagini si sono avvalse anche della collaborazione dei cittadini che hanno deciso di denunciare il malaffare politico.

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