MONDO

Feriti 9 passeggeri, quattro in modo grave

Attacco con l'ascia alla stazione di Düsseldorf: l'aggressore è un 36enne con problemi psichici

Originario dell'ex Jugoslavia e residente nell'ovest della Germania, ieri sera ha seminato sangue e panico nella stazione centrale. "Eravamo al binario, stavamo aspettando. Il treno è arrivato e all'improvviso qualcuno è saltato fuori con l'ascia e ha colpito la gente" ha raccontato un testimone

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E' un 36enne con problemi psichici, originario dell'ex Jugoslavia e residente a Wuppertal, nell'ovest della Germania, l'uomo arrestato ieri per aver aggredito la folla con un'ascia nella stazione di Düsseldorf. Dei nove feriti, fra cui due donne, quattro sono in gravi condizioni ma nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita. Rimasto ferito gravemente anche l'aggressore, arrestato subito dopo l'assalto.

Una scena raccapricciante quella che si è prersentata davanti alla polizia. Tanto sangue e panico, in tanti sono rimasti davanti alle balaustre in preda allo shock. La motivazione del gesto del 36enne non è chiara, ma sembra ormai del tutto esclusa la pista del terrorismo.

"Eravamo al binario, stavamo aspettando. Il treno è arrivato e all'improvviso qualcuno è saltato fuori con l'ascia, e ha colpito la gente" ha raccontato un testimone, "c'era sangue dappertutto. Una cosa del genere non l'avevo ancora mai vissuta". 

Subito dopo l'intervento della polizia, intorno alle 20.50, la stazione è stata evacuata e tenuta chiusa, i treni sono stati deviati. E molti passeggeri sono rimasti a lungo sui convogli. "Siamo stati dentro un'ora e mezza, ogni tanto entrava la polizia a controllare, poi finalmente ci hanno fatti uscire", ha raccontato uno di loro.

Tornano alla mente Duisburg e il mercatino di Natale
Ripassano nella mente le immagini di quello che è accaduto a Duisburg il 18 luglio, quando ci fu un attacco del genere. Ma soprattutto i tedeschi pensano in queste ore alla minaccia di Isis: sono quotidiani gli aggiornamenti sui rischi che si corrono in un paese in cui i soggetti collegati al radicalismo islamico aumentano in modo allarmante. E la Germania è ancora provata dall'attentato del 19 dicembre, quando Anis Amri, tunisino, investì la folla del mercatino di Natale della chiesa della Memoria con un camion. In quel caso ci furono 12 morti, anche una giovane italiana, e oltre 50 feriti.

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