ITALIA

La strage del 17 dicembre 1973

Attentato Fiumicino, il giudice Priore: "Dimenticare e far dimenticare fu l'intento del governo"

Il giudice Rosario Priore, all'epoca 30enne, seguì l'istruttoria sul massacro, 42 anni fa, all'aeroporto romano, di cui è tornato ad occuparsi nel recente libro "La strage dimenticata. Fiumicino 17 dicembre 1973"

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di Giuliano Sadar Il giudice Rosario Priore non ha solo istruito i primi quattro processi Moro, e i procedimenti giudiziari sull'attentato al Papa e su Ustica. È stato anche il magistrato che ha indagato sulla prima strage di Fiumicino. Un'indagine frustrante, contro fantasmi inghiottiti dal ventre molle del Medio Oriente, attorno ai quali si era formato un ambiguo cordone sanitario. Recentemente, a firma sua e di Gabriele Paradisi, è uscito il libro “La strage dimenticata. Fiumicino 17 dicembre 1973”, che finalmente allarga la poverissima bibliografia su quel tragico attentato. Prima del libro di Priore e Paradisi, era uscito solamente un altro volume su quel giorno nero, “Fiumicino 17 dicembre 1973. La strage di Settembre Nero”, autori Salvatore Lordi e Annalisa Giuseppetti.  



Giudice Priore, cosa ricorda di quell'indagine?
“Una sensazione di frustrazione e difficoltà. All'epoca non si aveva una visione complessiva delle strategie palestinesi, delllo spostamento in Europa degli attentati dopo il 1970, della spaccatura fra Fatah ed Fplp, conoscenze acquisite attraverso ricerche successive. Ci lavorammo molto, ma oggi posso tranquillamente ammettere che non riuscimmo, allora, ad approfondire i legami occulti e il contesto”.

Oggi invece?
“Sicuramente ne sappiamo di più, ma neppure adesso abbiamo certezze. Nel libro abbiamo indagato anche le reazioni americane all'attentato – ricordiamo che più della metà delle vittime era statunitense – di cui non si è sinora mai parlato. Gli americani erano letteralmente terrorizzati di quello che era successo a Fiumicino”.

Cosa era successo a Fiumicino?
"Gli autori dell'azione appartenevano a una scheggia impazzita, oggi lo si può tranquillamente affermare. Si dice Settembre Nero, ma Settembre Nero era già in smobilitazione. Questo gruppo non voleva essere assimilato agli altri, quelli che seguivano Arafat nella sua marcia di avvicinamento a posizione apparentemente più concilianti”.

 Una strage dimenticata
“Dimenticare e far dimenticare fu l'intento del governo, già da più di un anno impegnato a non entrare in lotta di collisione con i palestinesi”.

E ci riuscì perfettamente.

Giuliano Sadar, giornalista della sede Rai di Trieste e scrittore, ha pubblicato recentemente Il grande fuoco, un libro-inchiesta sull'attentato al Siot di Trieste e su Settembre Nero. Il fuoco e il silenzio è il suo blog
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