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MONDO

Riunione del Consiglio di difesa all'Eliseo

Attentato vicino a Lione: un morto e due feriti. Corpo decapitato, scritte in arabo sulla testa

Irruzione in auto in un impianto di gas industriale: si cercava di causare un disastro ambientale. La vittima è il proprietario di un'azienda di trasporti che si trovava sul posto. Accanto al cadavere senza testa, infilzata su una recinzione, sarebbe stata trovata una bandiera dell'Isis. Arrestato il presunto attentatore, interrogate la moglie e una terza persona. Hollande: "Non cedere alla paura". Cazeneuve: "Fermato prima che portasse a termine il suo piano"

Il luogo dell'attentato (da Google StreetView)
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Saint-Quentin-Fallavier Il terrorismo islamico continua a far paura in Francia. Una vettura si è introdotta in un impianto di gas industriale a Saint-Quentin-Fallavier, vicino a Lione, e ha investito delle bombole di gas provocando un'esplosione. L'obiettivo probabilmente era causare un disastro ambientale. All'interno del complesso industriale è stato ritrovato il corpo decapitato di un autotrasportatore che si trovava sul posto al momento dell'attacco. Ci sono due feriti, mentre il presunto attentatore, un 35enne che si chiama Yassine Salhi, è stato arrestato. Sotto interrogatorio una seconda persona. 

Bandiera islamica vicino a un corpo decapitato
L'attacco si è verificato poco prima delle 10 del mattino. L'auto aveva un'autorizzazione ad entrare nella fabbrica e per questo inizialmente non aveva insospettito la vigilanza. La vittima è un uomo residente a Chassieu dans le Rhône, un paese della zona. Era il proprietario di una ditta di trasporti e si trovava lì per una consegna. Accanto al corpo decapitato è stata trovata una bandiera islamica. La testa è stata infilzata a una recinzione e sarebbe stata ricoperta di scritte in arabo. Dopo l'esplosione nell'area si è sviluppato un incendio. I dipendenti dell'impianto, sotto choc, sono stati trasferiti in una palestra in un comune vicino. 

Arrestato il presunto attentatore, interrogata un'altra persona
Le forze di polizia hanno arrestato il presunto responsabile. Come ha riferito il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, il sospetto si chiama Yassine Salhi, vive alla periferia di Lione con la moglie e tre figli ed era stato già tenuto sotto osservazione tra il 2006 e il 2008. Potrebbe essere salafita. La sua casa è stata perquisita. La moglie, intervistata dalla radio Europe 1, ha detto che Salhi era uscito per andare a lavorare: "Lo conosco, è mio marito abbiamo una normale vita di famiglia. Esce per andare a lavoro e poi torna", ha dichiarato. La donna è stata interrogata dalla polizia. Sotto interrogatorio anche un'altra persona, che prima dell'attentato è più volte transitata davanti all'Air Product alla guida di un'auto.

Fonti dei servizi segreti: "C'erano segnali di un possibile attentato"
Il sito del quotidiano francese Le Dauphiné Liberé riporta che una fonte dei servizi segreti ha rivelato che "c'erano segnali nelle ultime settimane di un possibile attentato di questa natura sul territorio nazionale". La sezione anterrorismo della procura di Parigi ha reso noto di aver aperto un'inchiesta per "omicidio, tentato omicidio in associazione organizzata in relazione a un atto terroristico".

Hollande: "Non cedere alla paura"
Da Bruxelles, dove si trovava per il Consiglio Ue, il presidente francese Francois Hollande ha confermato che l'attentato compiuto stamane nel complesso industriale dell'Isere, è di natura "terroristica" e ha esortato a "non cedere alla paura". "Non abbiamo dubbi che volessero far saltare l'intero complesso industriale", ha spiegato. Alle 15.30 all'Eliseo è stata convocata una riunione del Consiglio di Difesa.

Un video dell'area dell'attacco (YouTube - Le Dauphiné Libéré)
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