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Austria: stop a colloqui su ingresso nella Ue della Turchia

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Il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, ha chiesto all'Ue di mettere fine ai negoziati di adesione della Turchia, perché la riforma costituzionale approvata domenica con il referendum popolare allontana il Paese euroasiatico dai principi comunitari.

Il risultato della votazione, in cui ha vinto di un soffio il sì alla riforma che rafforza il potere esecutivo del presidente, Recep Tayyip Erdogan, è "un chiaro segnale contro l'Ue", ha detto Kurz alla radio austriaca, Orf.

Pur riconoscendo che quasi la metà della popolazione ha votato contro, Kurz ha aggiunto che la vittoria del sì significa che la Turchia continuerà ad allontanarsi dai principi dello stato di diritto e della democrazia. Per questo, il capo della diplomazia austriaca ha detto di aspettarsi una chiara reazione dell'Ue e un cambio nella posizione di quegli alleati che difendono il prosieguo del processo di adesione di Ankara.

"Occorre essere, per una volta, onesti sulla relazione tra l'Ue e la Turchia: il tempo dei preamboli deve finire", ha aggiunto il ministro, per il quale i negoziati in corso, di fatto praticamente congelati, sono "una finzione". "La Turchia non può diventare un membro dell'Ue".

Weber (Ppe): ora fuori discussione adesione all'Ue
"E' chiaro che la leadership turca ha optato per un percorso lontano da Stato di diritto e democrazia". Lo afferma in una nota il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, secondo il quale l'Ue "dovrebbe offrire alla Turchia una partnership tematica, per esempio su lotta a terrorismo o migranti" e questo significa che "l'adesione è fuori discussione".

Pittella: schiaffo a democrazia, adesione a Ue va sospesa
"Con il referendum costituzionale Erdogan ha chiuso le porte all'Europa. Un altro duro colpo contro la democrazia e lo Stato di diritto. Chiediamo al Consiglio europeo di prevedere tutte le misure per sospendere i negoziati di adesione all'Ue una volta che la Turchia avrà deciso di attuare i 18 emendamenti costituzionali". Lo dichiara Gianni Pittella, presidente del Gruppo S&D nel Parlamento europeo. "Sono stati denunciati brogli e irregolarità che gettano un'ombra sull'esito del referendum. Restiamo convinti che la maggior parte dei cittadini turchi consideri ancora la democrazia e lo stato di diritto punti di riferimento fondamentali. Erdogan - conclude Pittella - sta invece trasformando sempre di più la Turchia in un regime autoritario personale. Di fronte a tutto questo, l'Europa non può chiudere un occhio e restare in silenzio".
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