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MONDO

Le auto e l'inquinamento

La Germania e la svolta sulle auto diesel: "Le città possono vietarne la circolazione"

La Corte federale di Lipsia non ha imposto dei divieti ma ha stabilito che i municipi possono farlo; e li ha però avvertiti che dovranno "esercitare proporzionalità" e che qualunque taglio dovrà essere introdotto gradualmente, partendo dai modelli più vecchi, e prevedere delle eccezioni. Prudente Angela Merkel: "Decisione che riguarda solo singole città"

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Svolta in Germania. La Corte federale amministrativa di Lipsia ha stabilito che i Comuni possono imporre divieti di circolazione delle auto diesel per combattere contro l'inquinamento, una decisione che diventa pietra miliare e getta nell'incertezza milioni di automobilisti.

La Corte non ha imposto dei divieti, ma ha stabilito che i municipi possono farlo; e li ha però avvertiti che dovranno "esercitare proporzionalità" e che qualunque taglio dovrà essere introdotto gradualmente, partendo dai modelli più vecchi, e prevedere delle eccezioni. Commenta in modo prudente la cancelliera tedesca, Angela Merkel, precisando che gli effetti di questa decisione sono limitati perché riguardano solo "singole città". "Non si tratta dell'intero Paese e di tutti i proprietari di auto", ha dichiarato.

Si tratta di una grande vittoria per Deutsche Umwelthilfe (Duh). Era stato infatti questo gruppo ambientalista a far scoppiare il caso, avviando un'azione legale contro Stoccarda e Duesseldorf per costringere le due città ad agire contro l'inquinamento emesso dai vecchi motori diesel. Dei giudici di grado inferiore si erano già espressi a favore dei divieti di circolazione dei diesel, ma i Land di Baden-Württemberg e Nord Reno-Westfalia avevano presentato ricorso, sostenendo che questi tipi di stop dovessero essere decisi a livello federale. Da qui l'intervento della Corte amministrativa federale di Lipsia, che ha confermato appunto la linea già assunta dai tribunali di grado inferiore.

Nonostante la battaglia legale fosse incentrata sulle città di Stoccarda e Duesseldorf, intasate dallo smog, potrebbe avere ripercussioni nazionali. Poco dopo il pronunciamento dei giudici di Lipsia la città di Amburgo, la seconda della Germania con 1,8 milioni di abitanti, ha annunciato che installerà "probabilmente alla fine di aprile" dei pannelli che vietano il passaggio di alcuni veicoli diesel in alcune strade. Nell'intento di rassicurare i proprietari di auto, il governo tedesco ha insistito che niente cambierà subito: "I divieti di circolazione sono evitabili", ha dichiarato la ministra tedesca dell'Ambiente, la sociademocratica Barbara Hendricks, aggiungendo che "il mio obiettivo resta evitare che tali divieti di circolazione entrino in vigore".


Circa 70 città della Germania, fra cui Monaco, Stoccarda e Colonia nel 2017 hanno registrato livelli medi di diossido di azoto al di sopra della soglia Ue, stando ai dati dell'Agenzia federale dell'ambiente. "Discuteremo di ciò che possiamo fare", ha aggiunto il ministro ai Trasporti, il conservatore Christian Schmidt, secondo cui il nuovo governo dettaglierà le sue politiche in materia "entro due settimane". Sul tema, Berlino è sotto pressione anche dalla Commissione europea, che minaccia la Germania di conseguenze se non agirà per contrastare più duramente l'inquinamento. Secondo analisti di EY nessun automobilista può più "essere sicuro di potere circolare in ogni momento, 365 giorni all'anno", se non chi ha gli ultimi modelli diesel che rispettano i più rigidi standard Euro 6; ed EY stima che circa 10 milioni di veicoli in tutto il Paese saranno interessati dagli eventuali provvedimenti. "Con la decisione di oggi la pressione sull'industria dell'automobile cresce affinché renda i veicoli diesel più puliti", afferma Markus Lewe, presidente della Federazione dei Comuni tedeschi.

Domenica il Financial Times, citando fonti proprie, ha rivelato che Fiat Chrysler Automobiles è pronta a dare un duro colpo al diesel privando di questa alimentazione tutti i suoi veicoli passeggeri entro il 2022. Secondo il Ft, la decisione dipende dal crollo della domanda e dalla spirale dei costi per adeguarsi ai limiti sulle emissioni dopo lo scoppio dello scandalo dieselgate che ha coinvolto Volkswagen.
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