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MONDO

Minacce di morte

Asia Bibi resta in carcere. Il suo avvocato costretto a lasciare il Pakistan

Saif ul-Mulook ha difeso la donna cristiana accusata di blasfemia contro l'Islam e giudicata non colpevole dalla Corte Suprema pakistana. Un verdetto che ha scatenato la protesta di migliaia di musulmani. La sentenza di assoluzione potrebbe essere rimessa in discussione

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L'avvocato Saif ul-Mulook, che ha salvato la cristiana pachistana Asia Bibi dall'impiccagione per blasfemia, ha lasciato il paese temendo per la sua vita dopo le minacce da parte degli islamici radicali.

Mulook ha guidato il collegio difensivo di Asia Bibi nei quasi dieci anni che ha passato in prigione con una condanna a morte sulle spalle, decretata nel 2010 da una corte del distretto di Nankana, nella provincia centrale del Punjab con l'accusa di aver offeso Maometto. Mercoledì scorso la giovane donna è stata assolta dalla Corte Suprema ma la giovane resta in carcere, in seguito ad un accordo tra il governo pakistano e i leader della protesta.   

La sentenza della Corte Suprema ha scatenato linfatti la rabbia degli estremisti islamici che sono scesi in piazza dando vita a tre giorni di disordini. "Nello scenario attuale, mi è impossibile vivere in Pakistan", ha dichiarato l'avvocato prima di imbarcarsi su un aereo.

"Devo restare vivo per continuare la battaglia giudiziaria di Asia Bibi", ha spiegato il legale sessantenne al quale è stata accordata una scorta dopo l'assoluzione. Per l'avvocato, la reazione violenta alla sentenza è stata "dolorosa ma non inattesa". Ma quel che è più doloroso "è la risposta del governo". Il riferimento è che l'accordo, un  testo in cinque punti, prevede da parte del governo una non opposizione al deposito di una richiesta di revisione del giudizio presso la Corte Suprema e che lancerà una procedura per impedire ad Asia Bibi di lasciare il Paese.

Questo significa che Asia Bibi non potrà uscire di prigione ma dovrà attendere la valutazione della richiesta di riesame della sentenza. L'accordo è stato vivamente criticato. "Un governo ulteriore ha capitolato di fronte agli estremisti religiosi violenti che non credono né nella democrazia né nella Costituzione", ha deplorato il quotidiano Dawn nel suo editoriale odierno. 

Il legale in fuga fa scalo a Fiumicino
L'avvocato costretto alla fuga dopo le minacce di morte ricevute in Pakistan è arrivato via Istanbul a Fiumicino ed è ripartito per Amsterdam. La permanenza di Saif ul-Malook si è protratta poco meno di 4 ore all'aeroporto di Fiumicino.  

Secondo quanto si è appreso da fonti investigative interpellate all'aeroporto di Fiumicino, Saif ul-Malook è sbarcato all'aeroporto di Fiumicino intorno alle 13.30 con un aereo di linea della compagnia aerea Turkish Airlines proveniente da Istanbul.

Al suo arrivo l'uomo, con pochissimi effetti personali racchiusi in un sacchetto, assistito da alcuni uomini della Polizia di frontiera, sarebbe rimasto per tutto il tempo del suo transito nell'area sterile oltre frontiera. Quindi sarebbe uscito, sempre scortato dagli agenti, per raggiungere il Terminal 1 dello scalo romano e acquistare un altro biglietto aereo per Amsterdam, dove è diretto per prendere parte ad una conferenza sulla vicenda di Asia Bibi, organizzata da una Ong.

Marito chiede asilo a tre Paesi occidentali
Il marito di Asia Bibi ha chiesto asilo per la moglie a Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Lo riporta la Bbc.
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