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ECONOMIA

Palazzo Koch

Bankitalia: Fabio Panetta direttore generale

Franco e Perrazzelli in 'board'

La sede di Bankitalia
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Il Consiglio superiore della Banca d'Italia, su proposta del Governatore e ai sensi dello Statuto, in seduta straordinaria ha nominato direttore generale Fabio Panetta, già membro del Direttorio in qualità di vice direttore generale, con decorrenza dal 10 maggio 2019.

In conseguenza di tale nomina, al fine di integrare il Direttorio, il Consiglio superiore ha nominato quali vice direttori generali Daniele Franco e Alessandra Perrazzelli, con analoga decorrenza.

Il profilo del nuovo dg
Sono ben 4 i governatori della Banca d'Italia che hanno apprezzato e sfruttato le capacità di economista di Fabio Panetta. Il suo approdo sulla poltrona di direttore generale non sorprende. Il suo cursus honorum all'interno dell'istituto non ha mai conosciuto intoppi sin da quando, giovanissimo, preparava le analisi sui mercati monetari per Carlo Azeglio Ciampi.

Romano, 60 anni, il suo ingresso a Palazzo Koch risale al 1985 dopo la laurea in economia alla Luiss, il master alla London School of Economics e il Phd alla London Business School. I primi passi li muove al Servizio studi, presso la direzione  Monetaria e finanziaria, di cui assume la guida nel 1999. A notarlo in quegli anni è Antonio Fazio, che ne farà il suo primo 'consigliere' per i temi bancari.

Ma l'ascesa di Panetta non si ferma con le dimissioni dell'ultimo governatore a vita, costretto all'addio da una serie di scandali bancari nel 2005. Anche Mario Draghi ne apprezza doti e capacità e nel 2007 lo nomina capo del Servizio studi di congiuntura e politica monetaria. Dal 2010 è anche responsabile del Rapporto sulla stabilità finanziaria.

Nel 2011 diventa direttore centrale con il compito di coordinare le attività collegate alla partecipazione della Banca d'Italia all'Eurosistema e l'analisi della stabilità finanziaria. L'8 ottobre 2012, Ignazio Visco, lo sceglie come componente del direttorio. E il suo ruolo di vicedirettore generale viene confermato anche nel 2018.

In questi anni Panetta ha seguito tutti i dossier più caldi sotto il profilo bancario ed ha anche fatto parte della vigilanza della Bce. In più occasioni ha attaccato il bail-in, "L'esperienza mostra che la sua applicazione rischia di minare la fiducia nelle banche e generare instabilità; non è un caso che le autorità in più Paesi tendano a evitare di applicare tale strumento, sinora utilizzato sporadicamente", ha avuto modo di sottolineare non più tardi tre mesi fa. Negli anni si è costruito un profilo di tecnico competente e corretto, deciso nel difendere gli interessi nazionali in Europa e negli organismi internazionali di cui fa parte. Non ultima le energie spese per far valere le ragioni degli istituti tricolori sulle linee guida proposte dalla Bce per definire gli accantonamenti necessari a far fronte ai crediti deteriorati.
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