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ECONOMIA

Debito pubblico in febbraio 2.215 mld

Bankitalia: ancora moderata la crescita nel primo trimestre

Gli indicatori più recenti segnalano che nei primi mesi di quest'anno l'attività economica "avrebbe beneficiato del riavvio della manifattura, cui si sarebbe aggiunto il consolidamento della ripresa nel settore dei servizi e nel comparto edile

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"Secondo nostre valutazioni nel primo trimestre del 2016 la crescita sarebbe stata ancora moderata, ma lievemente superiore rispetto ai tre mesi precedenti". E' quanto scrive nel Bollettino economico Bankitalia. Gli indicatori più recenti segnalano che nei primi mesi di quest'anno l'attività economica "avrebbe beneficiato del riavvio della manifattura, cui si sarebbe aggiunto il consolidamento della ripresa nel settore dei servizi e nel comparto edile". Le imprese "rimangono ottimiste sulle prospettive dei prossimi mesi, pur con alcuni segnali di cautela". Sulla base degli andamenti registrati nell'ultimo trimestre del 2015, meno favorevoli del previsto, ricorda Via Nazionale, le principali istituzioni e gli analisti hanno corretto marginalmente al ribasso, di alcuni decimi di punto, le stime di crescita del nostro paese per il 2016 (ora valutate dalla maggior parte dei previsori tra l'1,0 e l'1,2 per cento); sono rimaste pressoché invariate quelle per il 2017.

Debito pubblico febbraio a quota 2.215 mld
Il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato a febbraio di 21,5 miliardi toccando quota 2.214,9 miliardi. E' quanto emerge dal Supplemento di "Finanza pubblica" al bollettino statistico della Banca d'Italia. L'incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (10,773 miliardi), l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (11,2 miliardi, a 74,7). In senso opposto hanno operato, per
complessivi 0,5 miliardi, l'emissione di titoli sopra la pari e la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione. A febbraio l'aumento del debito è così risultato del 2% rispetto al livello segnato nel febbraio 2015, quando si era attestato a 2.170 miliardi. Non siamo però
ancora a un record assoluto. Nel 2015 a maggio il debito aveva toccato i 2.219 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per  sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 21,2 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,2 miliardi; quello degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

Occupazione, nel 2015 miglioramento sopra le stime
"I dati definitivi indicano un miglioramento dell'occupazione nel 2015 superiore alle nostre previsioni di un anno fa (0,8 per cento, contro una previsione di 0,5 nel gennaio 2015), pur in presenza di una parziale correzione nei primi mesi di quest'anno in occasione della riduzione degli sgravi contributivi", si  si legge nel bollettino economico della Banca d'Italia secondo cui "l'andamento dell'occupazione ha riflesso sia la ripresa dell'attività economica sia i provvedimenti adottati dal Governo. Vi è evidenza che la nuova disciplina dei rapporti di lavoro e, in misura più ampia, gli sgravi contributivi abbiano stimolato una ricomposizione delle assunzioni a favore di contratti a tempo indeterminato e un'espansione dei livelli occupazionali complessivi". Per Via Nazionale "resta  tuttavia ancora elevata la disoccupazione, soprattutto quella giovanile".

Prosegue ripresa dei prestiti a famiglie e imprese 
 "Prosegue la ripresa graduale del credito favorita dalle misure di politica monetaria e non sono emerse tensioni sulla raccolta  bancaria nonostante le recenti tensioni finanziarie". Lo afferma la Banca d'Italia nel Bollettino economico.  "La dinamica dei prestiti alle imprese - sottolinea l'istituto di Via Nazionale - si e' attestata su valori moderatamente positivi (0,7 per cento), quella dei finanziamenti alle famiglie ha accelerato (1,3 per cento), sostenuta in parte dalla crescita del credito al consumo che ha beneficiato del miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e delle prospettive per il reddito disponibile. I mutui per l'acquisto di abitazioni sono aumentati dello 0,9 per cento". 

Famiglie italiane sempre meno indebitate 
Le famiglie italiane sono sempre mendo indebitate, rileva la Banca d'Italia nel suo Bollettino economico.  "Nei mesi autunnali  il debito delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile e' leggermente diminuito (al 62,6 per cento, dal 62,7 in settembre), mantenendosi ben al di sotto di quello medio dell'area dell'euro (97 per cento circa alla fine di settembre). Gli oneri per il servizio del debito (che oltre alla spesa per interessi includono il rimborso del capitale) sono rimasti  pressoche' stabili. I dati piu' recenti segnalano una riduzione dei tassi di interesse sui nuovi mutui, da un livello gia' molto contenuto nel confronto storico". 

Essenziale contributo BCE
Nel sistema bancario italiano "prosegue la graduale ripresa del credito, favorita anche dal contributo delle misure di politica  monetaria"  varate dalla Bce. Lo scrive Bankitalia nel Bollettino Economico spiegando che "nonostante la volatilità dei mercati finanziari, per il sistema bancario nel suo insieme non sono emerse tensioni sulla raccolta complessiva".  Nel trimestre dicembre 2015-febbraio 2016 il credito al settore privato non finanziario è aumentato dell'1,0 per cento risultato di prestiti alle imprese con una crescita moderatamente positiva (+0,7 per cento) mentre quella dei finanziamenti alle famiglie ha accelerato (+1,3 per cento), sostenuta in parte dalla crescita del credito al consumo che ha beneficiato del miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e delle prospettive per il reddito disponibile.
 
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