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MONDO

Polemiche sulla sicurezza tra Barcellona e Madrid

Barcellona, oggi manifestazione contro il terrorismo: per la prima volta ci sarà il Re

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Sarà la prima volta nella storia della democrazia spagnola che il Re partecipa ad una manifestazione anche se lo stesso Felipe - ma all'epoca era principe - è stato alla testa di quella di Madrid dopo la strage di Atocha. Oggi Barcellona e tutta la Spagna lo attendono per al Paseo de Gracia per dire no al terrorismo e portare sostegno e vicinanza ai familiari delle 15 vittime morte nell'attentato sulla Rambla lo scorso 17 agosto. No tinc por (non ho paura) sarà lo slogan della manifestazione. 

Prima i cittadini, poi le autorità per dire no al terrorismo
Ad aprire il corteo ci saranno cittadini, dalla Spagna e da tutta Europa, turisti, migranti, la popolazione civile. Dietro di loro, le autorità. E' questa la scelta simbolica di Barcellona per mostrare quanto la città e il suo modo di viverla appartengano a tutti. Accanto a Re Felipe VI accanto ci saranno il premier Mariano Rajoy, il presidente del governo autonomo catalano Carles Puigdemont e il sindaco di Barcellona Ada Colau. Oltre alla manifestazione principale di Barcellona ci saranno corteti anche a Madrid, Valencia, Alicante, Castellón e Vigo.

Rajoy: mettere da parte le differenze
Il premier Mariano Rajoy ha esortato tutta la popolazione a partecipare alla manifestazione e a "mettere da parte le differenze - perchè questo - perchè questo ci rende grandi e forti di fronte agli assassini. 

Le tensioni tra Spagna e Catalogna
Il giorno dopo gli attentati aveva visto riavvicinarsi Madrid e Barcellona, ora torna a spirare un vento di rottura. Basta leggere le parole di Carles Puigdemont al Financial Times secondo cui il governo centrale sta buttando in politica la questione cruciale della sicurezza. Avrebbe, cioè, tagliato i fondi alla sicurezza locale e non favorito la collaborazione della polizia nazionale con i Mossos de Esquadra che - secondo gli indipendentisti - avrebbe però comunque egregiamente evitato una tragedia ben peggiore. 

Il referendum indipendentista
L'idea di cancellare l’appuntamento referendario non sfiora Puigdemont ma sottolinea di non voler " voltare le spalle alla Spagna" ma di puntare al miglioramento delle relazioni. Dall'altro lato Rajoy ha assicurato che userà ogni mezzo legale per impedirne la realizzazione.

Terrore in Spagna: la video-scheda

 
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