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MONDO

La Spagna dopo la strage

Barcellona, governo catalano: la cellula non è stata smantellata. C'è una terza vittima italiana

Per gli inquirenti a guidare il furgone sulla Rambla era Younes Abouyaaqoub, un marocchino di 22 anni di Ripoll. La madre del killer: "Voglio che si costituisca". Anche la Sagrada Familia era nel mirino? Un ruolo chiave negli attentati, secondo gli inquirenti, lo ha avuto l'imam di Ripoll, marocchio di 45 anni, che aveva avuto contatti con i terroristi dell'attacco di Atocha del 2004

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Due giorni dopo gli attentati, emerge un contrasto tra il governo di Madrid e la Regione catalana. La cellula jihadista responsabile della strage è stata "totalmente smantellata", aveva affermato il ministro dell'Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido. "Possiamo dire che la cellula è stata totalmente disattivata in considerazione delle persone morte, delle persone arrestate e delle identificazioni da parte della polizia", aveva aggiunto. Il ministro dell'Interno catalano Joaquim Forn ha corretto le parole di Zoido: "Non voglio contraddire il ministro Zoido, però questa indagine è condotta dai Mossos d'Esquadra e ci sono vari canali di investigazione e lavori che non si danno per terminati", ha precisato Forn, secondo il quale la cellula non si può definire smantellata "fino a quando non sarà stata determinata la sorte di tutti i componenti".  Forn ha precisato che sono ancora ricercate "due o tre persone" legate agli attacchi. Lo riferisce El Pais.

La terza vittima italiana
Nella notte, intanto, è emerso il nome di una terza vittima italiana. Carmen Lopardo, 80 anni, da più di 60 residente in Argentina, originaria della provincia di Potenza, è tra le vittime dell'attentato di Barcellona. In una nota, il ministero degli Esteri argentino ha trasmesso le condoglianze "alla famiglia della signora Carmen Lopardo, 80 anni, cittadina italiana residente nel nostro paese da più di 60 anni". "Nel momento del tragico attentato, la vittima si trovava a Barcellona da turista", ha precisato il ministero, che sottolinea "la ferma condanna dell'Argentina al terrorismo in tutte le sue manifestazioni". 

Alfano a Barcellona
Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha avuto un colloquio telefonico con il figlio della connazionale Carmen Lopardo, per esprimere tutta la sua vicinanza e profondo cordoglio. Lo riferisce la Farnesina in una nota.  Il ministro Alfano, si recherà domani, 20 agosto, a Barcellona. Lo rende noto la Farnesina, sottolineando in una nota che, nel corso della missione, il ministro, intorno alle 15, deporrà una corona di fiori sul luogo dell'attentato sulla Rambla, in prossimità del mosaico di Mirò, all'altezza della Calle Pla de la Boqueria. Alle 15.30 passerà dal Consolato Generale d'Italia (Carrer de Mallorca, 270) dove incontrerà le famiglie delle vittime e dei feriti. Alle 17, il ministro si recherà all'Hospital del Mar (Passeig Marítim, 25-29).

In ospedale bimbo dato per disperso
Si trova ricoverato in un ospedale di Barcellona Jiulian il bambino di 7 anni australiano che era disperso dopo l'attacco di giovedì. Lo riporta El Mundo precisando che non sono note le condizioni del piccolo. Nell'attentato, il bambino era con la madre, Jom Cadman, rimasta ferita ed ora ricoverata in un altro ospedale.

La Sagrada Familia nel mirino
I terroristi responsabili degli attacchi pianificano attentati ben più sanguinosi di quelli che sono riusciti a portare a termine e tra i loro obiettivi c'era la Sagrada Familia, monumento simbolo del capoluogo catalano. Lo scrive "El Espanol", secondo cui la cellula composta dai 'baby terroristi' voleva imbottire di esplosivo Tatp, noto come 'la madre di Satana', tre furgoni, facendoli deflagare contro diversi obiettivi, tra cui la basilica opera di Gaudì, meta ogni anno di milioni di turisti (nel 2016 sono stati oltre 4,5 milioni i visitatori). Il secondo obiettivo era La Rambla, il viale nel cuore di Barcellona dove effettivamente i terroristi sono riusciti a colpire, uccidendo 13  persone, mentre il terzo avrebbe potuto essere nella zona portuale.

Younes Abouyaaqoub, 22 anni, in fuga. In Francia?
L'autista del furgone che ha falciato e ucciso 13 persone nell'attacco di giovedì sarebbe in fuga in Francia. E' quanto afferma la polizia spagnola, riferiscono i media. Le forze dell'ordine stanno dando la caccia a Younes Abouyaaqoub, il giovane che ora gli inquirenti hanno identificato come l'autista-killer. Gli altri 4 terroristi ricercati per la strage, tra cui Moussa Oukabir, 17 anni, sono stati uccisi dalla polizia catalana con un quinto terrorista a Cambrils. Secondo quanto riferisce il Telegraph, le forze di Sicurezza stanno dando la caccia a Younes Abouyaaqoub, e ad altri due sospetti terroristi, nel timore che potrebbero lanciare ulteriori attacchi in luoghi frequentati dai turisti. 

Un agente della Sicurezza francese ha detto che la polizia spagnola sta ricercando un furgone Renault Kangoo noleggiato dai terroristi in Spagna giovedì che potrebbe aver attraversato il confine con la Francia. Secondo altre fonti il furgone Renault Kangoo preso in affitto da uno dei terroristi del commando di Barcellona venne ritrovato però due giorni fa, dopo in un incidente stradale, senza nessuno a bordo. 

La madre del presunto killer: si costituisca
Hanno Ghanim, madre del killer che giovedì ha ucciso 13 persone a Barcellona, il 22enne marocchino Younes Abouyaaqoub, ha dichiarato che "il figlio si deve costituire. Non voglio che uccida altri, l'Islam non dice di fare questo". Lo riferisce El Pais sottolineando che la donna ha partecipato ad una manifestazione della comunità islamica di Ripoll, il centro della cellula terroristica che ha agito a Barcellona e Cambrils.
Tra gli altri parenti tutti hanno espresso meraviglia e stupore per quanto è successo.  

La cellula e l'imam di Ripoll
Si ritiene che 12 persone componessero il gruppo jihadista. Quattro sono in stato di arresto, tre di Ripoll. Il commando che ha agito a Barcellona e a Cambrils, composto da giovanissimi, puntava a una strage di portata maggiore. L'esplosione in una villetta ad Alcanar, alcuni giorni prima dell'attentato di giovedì, ha costretto la cellula a modificare i piani.
Gli inquirenti indagano su, Abdelbaki Es Satty, l'imam di Ripoll, la cittadina dei Pirenei da cui provenivano quasi tutti i terroristi della cellula che ha colpito a Barcellona e Cambrils. L'imam è sospettato, secondo i media spagnoli, di aver organizzato la cellula terroristica. Satty era stato rilasciato dal carcere di Castellon nel 2012, dove era recluso per una vicenda legata all'immigrazione", rivela El Pais citando fonti dell'antiterrorismo spagnolo. La sua abitazione è stata perquisita, ma un'altra persona che si trovava nel suo appartamento ha detto alla polizia di sapere che l'imam è partito martedì per il Marocco per andare dalla moglie e i figli. Gli inquirenti cercano tracce di Dna, perché sospettano invece che Satty sia saltato in aria nell'esplosione accidentale di Alcanar usato dai terroristi per preparare gli attentati.

Satty legato a terroristi del 2004 a Atocha
Sempre secondo El Pais, Abdelbaki Es Satty, aveva avuto legami con alcuni degli arrestati per gli attentati dell'11 marzo del 2004 alla stazione madrilena di Atocha, in cui 4 bombe esplosero contemporaneamente su altrettanti treni, uccidendo 192 persone. Tra i 116 sospettai di aver avuto un ruolo nella strage di Atocha, l'unico altro grande attentato di matrice islamista in Spagna (rivendicato da al Qaeda, Isis ancora non esisteva), l'accusa chiese il processo per 26. Alla fine venne condannato all'ergastolo solo il marocchino Jamal Zougan, che secondo testimoni fu visto lasciare uno degli zaini con le bombe su uno dei 4 treni saltati in in aria quel giorno. 

Isis pubblica rivendicazione ufficiale 
L'Isis ha pubblicato una rivendicazione ufficiale, con un comunicato del gruppo, degli attacchi in Spagna affermando di aver "ferito o ucciso oltre 120 crociati ed ebrei". Lo riferisce il Site. Una prima rivendicazione era arrivata tramite l'agenzia Amaq. 

16 agosto, l'incidente di Alcanar
La storia inizia mercoledì 16 agosto, con una esplosione che sventra una villetta ad Alcanar, piccolo centro a Sud di Tarragona. Sul momento sembra un'esplosione accidentale di bombole di gas, ma non è così. Quella casa secondo gli inquirenti era il covo degli attentatori delle stragi di Barcellona e Cambrils, ed è stata proprio l'esploione a cambiare i piani della cellula terroristica che ha operato in Spagna. Lo rivela il comandante della polizia catalana Josep Lluis Trapero che ha sottolineato come i terroristi stessero preparando "da tempo, attacchi più grandi".  "Avevano in mente uno o diversi attacchi più sanguinari a Barcellona - ha dichiarato Trapero -, ma dopo l'esplosione avvenuta ad Alcanar, località vicino a Tarragona, parte del materiale di cui avrebbero avuto bisogno è andato distrutto". Ciò ha obbligato i terroristi a cambiare i piani e a scegliere forme di attacco "più rudimentali".



 
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