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Basket, fallimento Mens Sana Siena: indagato il ct della Nazionale Pianigiani

Secondo l'accusa l'allenatore avrebbe ricevuto somme in nero quando allenava la squadra toscana. Indagato anche Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia e responsabile della redazione del Corriere di Siena

Simone Pianigiani (LaPresse/Alfredo Falcone)
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Siena L’indagine sul fallimento della Mens Sana Basket si arricchisce di un nuovo capitolo. L’allenatore della Nazionale, Simone Pianigiani, sarebbe indagato per evasione fiscale. Insieme a lui sarebbe al vaglio anche la posizione di Stefano Bisi, attuale Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia e responsabile della redazione del Corriere di Siena.

L'accusa: pagamenti in nero per Pianigiani 
La Mens Sana Basket è stata dichiarata fallita il 9 luglio scorso e costretta quest'anno a ripartire dalla serie B. Nell’inchiesta chiamata “Time Out”, partita nel dicembre 2012, sono indagate complessivamente 31 persone. Pianigiani, che dal 2006 al 2012 aveva guidato i bianco verdi, secondo l’accusa oltre allo stipendio ufficiale avrebbe ricevuto considerevoli somme di denaro in nero.

Le accuse a Bisi 
Stefano Bisi invece sarebbe indagato per ricettazione. A lui l'ex presidente della società, Ferdinando Minucci, avrebbe consegnato ogni mese una busta con circa 5mila euro. Non è chiaro a che titolo i soldi sarebbero finiti nella mani dell'attuale Gran Maestro, che è stato eletto alcuni mesi fa alla guida di Palazzo Giustiniani, né se eventualmente siano rimasti a lui o siano serviti, nel corso degli anni, per altri scopi.

Effettuate sei perquisizioni 
Gli uomini della Guardia di Finanza hanno effettuato anche sei perquisizioni: nelle abitazioni (due ciascuno) degli indagati, nell'ufficio del Corriere di Siena e in quello, a Roma, a Palazzo Giustiniani, usati da Bisi. Moltissimo il materiale sequestrato, sia informatico sia cartaceo, e dal quale gli inquirenti vogliono capire, secondo quanto si apprende, se tutti o una parte dei soldi a nero che avrebbe preso l'attuale ct della
Nazionale siano finiti all'estero, un'ipotesi che porterebbe nei suoi confronti a un'ulteriore accusa.
 
Nessun commento da Pianigiani. Bisi: "Fiducioso nella giustizia"

Né il ct, né il suo legale, l'avvocato Florenzo Storelli del foro di Lucca, hanno voluto commentare quanto successo. Bisi, invece, in serata ha diffuso una nota sul sito del Grande Oriente, dicendosi "addolorato" per il "trauma indirettamente provocato alla Comunione", comunque estranea dall'inchiesta, e "fiducioso nella giustizia". L'estraneità del Grande Oriente, e anche del basket nazionale, è stata richiamata dal comandante della Guardia di Finanza di Siena, il colonnello Luca Albertario, che ha spiegato che le eventuali responsabilità di entrambi, se provate, "saranno solo personali".
 
Inchiesta partita nel dicembre 2012 
L'inchiesta, partita con l'operazione Time out, nel dicembre 2012 portò il pm prima a indagare 25 persone, tra dirigenti e giocatori, accusati di evasione fiscale. Successivamente alla società venne contestata, ad aprile, un'evasione fiscale di 23 milioni di euro, pochi giorni prima dell'arresto di Minucci, della sua segretaria, Olga Finetti, e di due dirigenti di altrettante aziende di Rimini che con la Mens Sana avevano fatto affari. Tutti sono poi stati messi in libertà dopo essere stati interrogati. Nel fascicolo sul fallimento della società bianco verde l'ipotesi è bancarotta fraudolenta. 
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