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EUROPA

Prima audizione Europarlamento

Bce, Lagarde: "Se crescita non migliora, abbiamo strumenti e li useremo"

Secondo la presidente della Bce, in Eurozona cresce sostegno a moneta unica perché le prospettive globali sono incerte. Ne risente domanda di beni e servizi nella Ue

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di Tiziana Di Giovannandrea Prima audizione al Parlamento europeo della neo presidente della Bce, Christine Lagarde. Secondo la numero uno dell'Eurotower, la crescita economica dell'area euro "resta debole" e questo "è prevalentemente dovuto a fattori globali". Lagarde ha detto che le prospettive dell'economia globale restano incerte e sottotono. Questo indebolisce la domanda per beni e servizi europei. 

Lagarde ha poi evidenziato come nell'Eurozona cresca il sostegno alla moneta unica e di come la Bce sia intenzionata a mantenere una politica che è e resta espansiva. "La Bce rimane risoluta nel proseguire il proprio mandato "- ha detto - e la posizione politica monetaria accomodante, un pilastro della domanda interna durante la ripresa, "rimane al suo posto".

In particolare l'economia nell'Eurozona rimanendo debole, con un una crescita del Pil solo dello 0,2% nel terzo trimestre del 2019, ed essendo la debolezza dovuta soprattutto a fattori globali, ha sottolineato come l'outlook dell'economia globale restando fiacco ed incerto "rallenti la domanda per i prodotti e i servizi dell'Eurozona" incidendo sulla fiducia delle aziende e sugli investimenti. Detto questo, ha spiegato Lagarde, "la politica monetaria può rispondere in modo efficace anche in presenza di fattori esterni negativi".

Secondo la numero uno della Bce, "la politica monetaria è stata un traino chiave della domanda durante la ripresa e questo non cambierà. La politica monetaria continuerà a sostenere l'economia e a rispondere a rischi futuri in linea con il mandato della Bce sulla stabilità dei prezzi e continueremo a monitorare gli effetti collaterali della nostra politica". Lagarde ha ribadito "l'impegno a rispettare il mandato, un impegno vitale per la stabilità dell'economia dell'Eurozona e del benessere dei cittadini dell'area euro".

Lagarde: rischi su valuta digitale centrale, servono altre analisi
L'ipotesi di una valuta centrale digitale richiede "ulteriori analisi" da parte della Bce, perché se da un lato potrebbe essere utilizzata direttamente dai cittadini, dall'altro implicherebbe "rischi", tra cui quello di alterare i meccanismi di trasmissione della politica monetaria. Lo ha affermato la presidente della Bce all'Europarlamento. Una valuta digitale della banche centrale potrebbe anche avere ripercussioni "sul funzionamento del sistema finanziario globale e sulla sua stabilità. Per questo - ha concluso Lagarde - la questione delle valute digitali centrali e della loro ottimale configurazione richiede ulteriori analisi".  

Inoltre la revisione della politica monetaria dell'Eurozona, che "inizierà nel prossimo futuro", "richiederà tempo per le riflessioni e per un'ampia consultazione" ha detto Lagarde, sottolineando che "in particolare il Parlamento europeo, e questa Commissione in particolare, tradizionalmente sono stati un luogo unico per il dialogo". Lagarde ha spiegato che "questa volta cercheremo un dialogo ancora più intenso e produttivo rispetto al passato", sottolineando che, come numero uno della Bce, è suo dovere riferire e impegnarsi in ulteriori discussioni. La presidente della Bce ha poi sottolineato come sia "prematuro avventurarsi in dibattiti sulla precisa dimensione, direzione e tempistica della revisione, visto che la questione non è ancora stata discussa in modo approfondita dal Consiglio direttivo". La presidente ha comunque confermato che "la revisione strategica sarà guidata da due principi, ovvero analisi approfondita e mente aperta". 

Prima firma su banconota euro
"Uno dei momenti più commoventi per me negli ultimi giorni è stato quando ho firmato la mia prima banconota in euro" ha affermato Lagarde, spiegando di aver sentito "l'imperativo di essere custode dell'euro".
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