CULTURA

Germania

Berlino, mostra fotografica sul mistero di Elena Ferrante

Inaugurata all'Istituto Italiano di Cultura "Dov'è Elena Ferrante?", con le foto di Ottavio Sellitti

L'edizione inglese di "L'amica geniale"
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Inaugurata a Berlino, nella sede dell'Istituto Italiano di cultura, la mostra "Dov'è Elena Ferrante?" (Wo ist Elena Ferrante?), nelle fotografie di Ottavio Sellitti.

La rassegna, visitabile fino al 10 novembre, è dedicata al Rione Luzzatti che sorge a ridosso della Stazione centrale di Napoli. Un agglomerato urbano progettato e realizzato tra gli anni venti e gli anni sessanta del secolo scorso che è l'ambientazione di "L'amica Geniale", la tetralogia della misteriosa scrittrice. Il rione, con il suo carico di desideri, di violenza e di affetti eccessivi, diventa, nelle pagine della scrittrice, il banco di prova e l’esempio delle contraddizioni che sottendono la Storia recente del mondo occidentale.

Il reportage, realizzato nel 2016, testimonia cosa resta oggi dei sogni del boom economico: le forme dimesse degli edifici, dei nuovi come di quelli vecchi, le strade, ancora polverose, la vita degli abitanti. Il lettore potrà comprendere pertanto che, come i luoghi del romanzo che sta leggendo sono gli stessi che attraversa nella sua quotidianità, allo stesso modo le vicende che abitano quelle strade possono essere affini alla sua esperienza di vita.

La "napoletanità" del quartiere (le forme opposte del Vesuvio e dei grattacieli del Centro Direzionale che incombono all'orizzonte, i panni stesi al sole, il fruttivendolo con il suo camioncino) è minima ma presente, per lasciar comprendere come anche in un luogo tanto particolare come la città di Napoli, perdurino e si possano rilevare, in una visione più generale, esattamente gli stessi rapporti e le stesse contraddizioni esistenti nella periferia di Parigi, Berlino o Detroit.

Un convegno a Padova
Nei giorni scorsi, il caso dell'identità dell'autrice (o autore) che ha scelto di firmare con uno pseudonimo è diventato materia di studio: due professori dell'Università di Padova (una statistica, Arjuna Tuzzi, e un linguista, Michele Cortelazzo) hanno presentato una ricerca che mira a collocare la scrittrice nel quadro della narrativa italiana contemporanea a partire dal linguaggio. L'obiettivo del progetto era quello di "profilare" Elena Ferrante: capire quali siano gli autori a cui risulta più simile, quali relazioni abbia il suo stile con quello delle altre scrittrici, quanto forti siano le connessioni con gli altri autori napoletani.

L'esito della ricerca ha identificato Ferrante nello scrittore napoletano Domenico Starnone (premio Strega nel 2001 con "Via Gemito"). Tuttavia, pochi giorni dopo, al Festival della letteratura di Mantova, divertito, Starnone ha negato di essere Ferrante.

Per raggiungere i loro scopi, i due professori hanno scelto la tecnica del "distant reading", cioè la metodologia di analizzare i testi (anche quelli letterari) studiando non partitamente i singoli testi, ma interpretando "da lontano" rilevanti quantità di dati provenienti da analisi automatiche di ampi corpora. Hanno poi abbinato a questa metodologia di fondo la classica analisi qualitativa dei fenomeni più rilevanti riscontrati grazie all'analisi automatica. Per far questo, hanno raccolto un corpus di 150 romanzi degli ultimi trent'anni, di 40 autori diversi. Ma la buona ricerca è per sua natura aperta, trasparente, pronta alla discussione, alla collaborazione ed eventualmente alla confutazione. Per questo, i due studiosi padovani hanno donato il loro corpus ai maggiori studiosi stranieri di attribuzione d'autore: studiosi di nazioni diverse (un americano, due polacchi, un francese, un greco, uno svizzero), di provenienze disciplinari diverse (due informatici, un classicista, un traduttologo, un pedagogista, un linguista), che usano metodologie diverse.

Jacques Savoy (Università di Neuchâtel), Jan Rybicki (Università Jagiellonica di Cracovia), Maciej Eder (Accademia polacca delle Scienze), Patrick Juola (Duquesne University di Pittsburg), George Mikros (Università di Atene) e Pierre Ratinaud (Università di Tolosa II) hanno esposto i risultati dei loro esperimenti sulle opere di Elena Ferrante confrontate con il corpus di riferimento. Il workshop, dal titolo "Drawing Elena Ferrante's profile", si è tenuto all'Università di Padova.

Lo scorso anno, un'inchiesta pubblicata dal "Sole 24 Ore" identificava l'autrice in Anita Raja, moglie di Starnone e traduttrice, tra l'altro, dal tedesco di Christa Wolf per la casa editrice 'e/o', la stessa che pubblica Elena Ferrante.

Quale che sia la soluzione dell'enigma, gli appassionati potranno saperne di più con il documentario "Ferrante fever", di Giacomo Durzi, nelle sale dal 2 al 4 ottobre. Ne parlano, tra gli altri, Jonathan Franzen, Elizabeth Strout, Mario Martone e Roberto Saviano.
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