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POLITICA

#Elezioni2018

Berlusconi: rispetto i patti. Ma non lascia la scena a Salvini: "Io regista"

"Contiamo sull'equilibrio e sulla saggezza di Mattarella" dice il cavaliere in un videomessaggio registrato a 48 ore dall'esito elettorale

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Ci sono volute quasi 48 ore perché commentasse quell'esito elettorale che ha sancito il sorpasso della Lega su Forza Italia e il diritto di Matteo Salvini di reclamare la candidatura a premier della coalizione. Silvio Berlusconi rompe il silenzio con un video messaggio in cui, oltre a dirsi felice per l'alleato, si concentra soprattutto su due aspetti. Uno, il suo partito è stato determinante per il successo della coalizione che ora ha diritto all'incarico di formare il governo. Due, pur nel rispetto dei patti, lui non ha alcuna intenzione di lasciare la scena. Anzi.

"Felice per Salvini, sarò il regista del centrodestra"
"Sono felice per Matteo Salvini, sono felice per la Lega con cui siamo stati per lunghi anni al governo e con la quale governiamo da tempo e bene regioni importanti. Da parte mia - afferma - confermo che nel rispetto verso gli alleati e nel rispetto dei patti intercorsi rimango leader di Fi, sarò il regista del centrodestra, sarò il garante della compattezza della coalizione". Non parla mai esplicitamente del diritto di Salvini a essere premier, anche se garantisce che la promessa sarà mantenuta, ma soprattutto vuole che si sappia che comunque non si tratta di una cessione di sovranità.

L'ex premier ribadisce che il risultato di Forza Italia sarebbe comunque stato diverso se non gli "avessero impedito di concorrere come candidato a pieno titolo" e si affida al capo dello Stato, dicendo di contare "sul suo equilibrio e la sua saggezza". Infine, una stoccata al Movimento5stelle. "Purtroppo molti elettori hanno creduto a coloro che hanno promesso infondatamente il cosiddetto reddito di cittadinanza. Si accorgeranno presto di essersi illusi", sostiene.

Ad Arcore riunito lo stato maggiore di Forza Italia
La registrazione del videomessaggio viene fatta dopo che ad Arcore Berlusconi ha riunito lo stato maggiore del partito per fare il punto sull'esito delle elezioni e su cosa fare nei prossimi giorni. Presenti: Antonio Tajani, Gianni Letta, Niccolò Ghedini, Licia Ronzulli, Sestino Giacomoni, Valentino Valentini, Gregorio Fontana, Mariastella Gelmini e Alberto Barachini.

E uno dei punti su cui si è insistito è stata proprio la necessità di non far soccombere Forza Italia sotto lo strapotere della Lega. Da qui il videomessaggio ma anche due convocazioni: un incontro per mercoledì prossimo di Berlusconi con tutti gli eletti e una giornata politica a villa Gernetto, in programma per il 20 marzo. Perché uno dei temi caldi del vertice è stato anche il rischio di sfaldamento del partito, proprio a spese dell'alleato. Sul banco degli accusati è finito il modo in cui sono state realizzate le liste, troppo sbilanciate a favore del Carroccio a Nord e poco attente sui nominativi al Sud. In pratica, Ghedini versus Gianni Letta che già all'epoca aveva previsto un risultato penalizzante per Forza Italia.

La famiglia punta il dito contro la compilazione delle liste
Raccontano però che anche la famiglia sia scesa in campo per lamentarsi di come sono state compilate le liste. Pare che nel pranzo del lunedì soprattutto Marina si sia sfogata su questo punto: il ribasso dei titoli aziendali, d'altra parte, è campanello d'allarme a cui sono molto sensibili.

Dentro Forza Italia, però, si coltivano anche sospetti sulla reale strategia che Salvini ha in mente. Ci si chiede se abbia davvero intenzione di ricevere l'incarico o se non preferisca piuttosto mandare avanti un governo M5s-Pd, sperando che si schianti presto, per tornare alle urne dopo aver completato l'operazione di cannibalizzazione azzurra. Uno schema che Berlusconi vuole assolutamnete evitare.
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