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POLITICA

Le tappe della vicenda

Berlusconi, l'unica condanna definitiva nel processo Mediaset. Portò all'espulsione dal Parlamento

In decenni di battaglie giudiziarie il processo è l'unico che abbia avuto una sentenza di condanna definitiva a quattro anni di carcere, di cui 3 condonati per l'indulto

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Il processo Mediaset che ha portato all' 'espulsione' di Silvio Berlusconi dal Parlamento è l'unico che lo abbia visto soccombere con una sentenza di condanna in via definitiva a quattro anni di carcere, di cui 3 condonati per l'indulto, in decenni di battaglie giudiziarie. Un epilogo a cui si è arrivati il 19 ottobre 2013 a oltre 10 anni di distanza dall'inizio delle indagini e con un giudizio di primo grado durato quasi 6 anni tra richieste di ricusazione avanzate dai legali, slittamenti dovuti al Lodo Alfano, legittimi impedimenti dell'imputato, cambi dei capi d'accusa, udienze al sabato.

Per i giudici che lo hanno condannato per frode fiscale, Berlusconi, anche se formalmente non ricopriva più cariche formali all'interno delle società del gruppo da lui fondato, continuava a occuparsi dei suoi affari. In questa veste - così narra la verità giudiziaria - ha disposto il pagamento a prezzi gonfiati dei diritti televisivi e cinematografici hollywoodiani da trasmettere sulle reti del Biscione. In questo modo sono stati prodotti fondi neri per oltre trecento milioni di euro, finiti sui conti esteri della famiglia Berlusconi, e sono stati truccati i bilanci risparmiando centinaia di milioni di euro di tasse. "Su quei soldi - le parole del pm Fabio De Pasquale durante la requisitoria - ci sono le impronte digitali di Berlusconi".   

Le tappe della vicenda
L'accusa di falso in bilancio, contestata in origine, si era prescritta già nel 2007.  "Io ho l'orgoglio di essere il primo pagatore di imposte in Italia - si era difeso lui nelle dichiarazioni spontanee rese in appello nel marzo 2013 -  mai ebbi modo di occuparmi della questione diritti tv e non ho mai partecipato alle decisioni sulle dichiarazioni fiscali della società perché nel periodo 2002/2003 ero presidente del consiglio, una presenza operosa con una forte attività politica anche all'estero".

Ma le motivazioni alla sentenza della Cassazione raccontano invece che fu proprio lui "l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo" ed è "inverosimile l'ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita ai danni di Berlusconi da parte di personaggi da lui scelti e mantenuti, nel corso degli anni, in posizione strategica, e nei cui confronti non risulta essere mai stata presentata nessuna denuncia".     

Il 9 maggio 2014 Berlusconi ha varcato per la prima volta il cancello della Sacra Famiglia di Cesano Boscone dove ha scontato la sua condanna occupandosi degli anziani malati di Alzheimer. "Non mi sento riabilitato", dirà nel maggio 2015 al termine dell'affidamento in prova ai servizi sociali, "ma questa per me è stata un'esperienza toccante, una pausa di serenità".   

La sua riabilitazione giudiziaria arriva l'11 maggio di quest'anno, con la conseguente possibilità di candidarsi di nuovo alle elezioni. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano accoglie l'istanza dei suoi legali, Franco Coppi e Niccolò Ghedini, dopo che erano trascorsi i tre anni che la legge prevede debbano trascorrere dall'espiazione completa della pena per presentare la domanda. Nel provvedimento, i magistrati sottolineano che il condannato "ha dato prove effettive e costanti di buona condotta" e che la pena "è stata interamente espiata con superamento positivo dell'affidamento in prova alla Sacra Famiglia".
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