TECH

Seconda edizione del contest di Tim

Big Data Challenge, premiate le idee innovative

Ricercatori universitari e del settore industriale hanno vinto la gara per i progetti innovativi su Big data e competitività. A dimostrazione che i dati possono davvero fare la differenza per la crescita, con una presentazione del professor Carlo Ratti del Mit, che ha parlato anche di privacy.

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di Celia GuimaraesRoma Sono stati premiati da Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, i vincitori della seconda edizione del ‘Big data challenge’, il contest lanciato in rete lo scorso aprile dedicato alla progettualità innovativa e aperto agli appassionati dei 'data' del mondo industriale, startup e universitario. Il tema di questa edizione era 'Big data per la Competitività’, ed è stato suddiviso in due settori: Academic Track, rivolto ai ricercatori e al mondo universitario, e Industrial Track, indirizzata ai professionisti del mondo industriale.    

I due vincitori
Due i progetti vincitori che si sono aggiudicati 10mila euro ciascuno. La categoria Academic Track è stata vinta dal team Unimore, dell'Università di Modena e Reggio Emilia, con un progetto sviluppato secondo una metodologia innovativa in grado di valutare il capitale sociale, riconosciuto come un ingrediente significativo per la crescita socio-economico delle città.

Per la categoria Industrial Track il vincitore è Ibm Research, con un progetto che dimostra come, grazie a 'data' geo-referenziati, sia possibile migliorare l'esperienza della visita del turista e personalizzare i percorsi nella città, anche evitando le aree maggiormente affollate.  

Costruire insieme
Il Big Data Challenge rappresenta un impegno importante per la sperimentazione “che vede protagonisti ricercatori universitari e professionisti dell'industria ai quali abbiamo chiesto di guardare oltre i dati ed essere visionari”, ha detto l’ad di Telecom Patuano. “Le risposte ricevute ci fanno essere fiduciosi sulle soluzioni innovative che potremo costruire insieme per rendere le nostre aziende più competitive e migliorare la vita dei cittadini del nostro Paese".  

A che punto sono i Big Data
La premiazione è stata preceduta da un intervento di Carlo Ratti, direttore del MIT Senseable City Lab e fondatore Carlo Ratti Associati. Ratti ha spiegato come i Big Data vengono usati in ambito Opportunistic (sfruttandoli per ricavare nuovi dati), User generated (quelli resi disponibili dagli stessi utenti) e Purposely sensed (la sua ricerca sulla città di Kyoto qui).

La privacy? Quale privacy?
Dal pubblico gli è stato chiesto se, in tempi di Big Data acquisiti dovunque, la privacy è a rischio. Scherzando, ha risposto: "La privacy? Non c'è più, passiamo ad altra domanda". E poi ci ha spiegato il significato della battuta (video): i Big data servono anche alla capacità di gestire meglio questa enorme quantità di informazioni per na nostra vita nelle città.


 
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