POLITICA

Dopo Dj Fabo

Biotestamento, la legge in discussione alla Camera. Ecco cosa prevede il testo

Il provvedimento, invocato da Dj Fabo fino all'ultimo, ha subito diversi stop and go in commissione, non solo per l'ostruzionismo messo in atto da alcune forze politiche, ma anche a causa delle divisioni interne alla stessa maggioranza di governo. Il testo in arrivo in aula prevede la possibilità di  rifiutare nutrizione e idratazione artificiali

Condividi

E' approdato in aula alla Camera il testamento biologico, ovvero la proposta di legge sul consenso informato e le dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari. Si tratta di un provvedimento che ha subito diversi stop and go in commissione, non solo per l'ostruzionismo messo in atto da alcune forze politiche, prima fra tutte la Lega che ha già preannunciato battaglia in Aula, ma anche a causa delle divisioni interne alla stessa maggioranza di governo.

Mentre il Pd ha ribadito anche la scorsa settimana, in occasione di un'assemblea del gruppo alla Camera convocata ad hoc, la determinazione a portare a termine il lavoro sul biotestamento, tra le forze di area cattolica, tra cui Area popolare, restano perplessità e contrarietà. Dunque, per capire come procederà l'iter parlamentare del provvedimento e ipotizzare un buon fine della legge bisognerà attendere la scadenza dei termini per la presentazione degli emendamenti: dal numero delle proposte di modifica al testo si capiranno le reali intenzioni dei vari gruppi, tra ostruzionismo e votazioni segrete, che potrebbero rischiare di bloccare nuovamente la legge.

Ecco il testo alla prova della Camera
Ogni persona maggiorenne in previsione di una futura malattia che lo renda incapace di autodeterminarsi può, attraverso le Dat, le disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie preferenze sui trattamenti sanitari, accettare o rifiutare terapie e trattamenti, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Queste le novità del testo, approvato il 2 marzo scorso in commissione Affari Sociali.

Consenso informato
La legge in esame stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Il consenso informato tra medico e paziente è espresso in forma scritta o, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Il consenso informato può essere revocato anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento, ivi incluse la nutrizione e l'idratazione artificiali.

No a trattamenti fuorilegge
Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali.

Minori
Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dai genitori o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore.

DAT
Ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Indica altresì una persona di sua fiducia ("fiduciario") che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne, capace di intendere e di volere. Il fiduciario può rinunciare alla nomina con atto scritto. L'incarico del fiduciario può essere revocato. Nel caso in cui le Dat non contengano l'indicazione del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia divenuto incapace le Dat mantengono efficiacia in merito alle convinzioni e preferenze del disponente. In caso di necessità, il giudice tutelare provvede alla nomina di un fiduciario o investe di tali compiti l'amministratore di sostegno, ascoltando nel procedimento il coniuge o la parte dell'unione civile o, in mancanza, i figli, o, in mancanza, gli ascendenti.

DAT disattese in caso di nuove terapie
Il medico è tenuto al rispetto delle DAT le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

Niente bollo e tasse sulle DAT
Le Dat devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata ma sono esenti dall'obbligo di registrazione, dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa.

DAT videoregistrate
Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le stesse modalità sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

Pianificazione condivisa delle cure
Rispetto all'evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. Anche in questo caso può essere indicato un fiduciario. L'atto di pianificazione delle cure può essere sempre modificato su richiesta del paziente.

Dj Fabo e gli altri: in Italia, 737 casi di suicidio tra malati in 3 anni
Sono stati 12.877 suicidi in tre anni - 2.812 donne e 10.065 uomini - dove in 737 casi è certificata la presenza di malattie fisiche rilevanti. Sono i dati del nuovo studio Istat sul rapporto tra malattia e suicidio, costruito su dati provenienti da un'indagine condotta sui decessi e le cause di morte. In una parte rilevante di casi di suicidio, una condizione fisica compromessa potrebbe aver influenzato la scelta di togliersi la vita. Lo studio, ricorda una nota dell'Associazione Luca Coscioni, prende in esame tutti i casi di suicidio nel triennio 2011-2013.

Per ciascun certificato di morte sono state individuate le entità morbose che forniscono indicazione della presenza di una malattia importante (fisica o mentale). Le modalità più frequenti sono i casi di auto-avvelenamento, di utilizzo di armi da fuoco o di oggetti appuntiti. "I suicidi in Italia sono più di due al giorno, uno ogni 12 ore: lo stesso numero delle troppe 'morti bianche' che si verificano fra i lavoratori dei cantieri edili e delle fabbriche anche lui suicida per un male incurabile", affermano, commentando i nuovi dati dell'Istat, i congiunti di Mario Monicelli (Chiara Rapaccini), Lucio Magri (Luciana Castellina), Carlo Lizzani (il figlio Francesco) e quelli di Michele, il fratello di Carlo Troilo (dirigente dell'Associazione Luca Coscioni), anche lui suicida per un male incurabile.

"Per molti di questi malati, se in Italia fosse legale il ricorso all'eutanasia, sarebbe possibile evitare una fine così 'indegna' e ottenere invece una morte degna, accanto alle persone care. O almeno non essere costretti, come Dj Fabo, a recarsi in Svizzera per morire serenamente".

Nel marzo del 2014, il gruppo aveva ricevuto, in risposta alla sollecitazione inviata Capo dello Stato, una lettera aperta in cui il residente Napolitano sollecitava il Parlamento ad un 'sereno e approfondito confronto di idee' sulle scelte di fine vita.

"Ora che la legge sul testamento biologico arriva in aula alla Camera - affermano i firmatari della dichiarazione - segnaliamo questi dati ai deputati che con migliaia di emendamenti hanno bloccato per un intero anno una proposta di legge che finalmente introduce nel nostro ordinamento un istituto di cui solo l'Irlanda e l'Italia non si sono dotati".

"Un tema molto meno 'sensibile e divisivo' rispetto all'eutanasia, ma al tempo stesso delle norme equilibrate che potrebbero almeno evitare a tanti malati gravissimi o terminali sofferenze prolungate e inutili. Specie se includessero la sedazione profonda continua, che in Francia ha risolto felicemente il contrasto fra chi voleva legalizzare l'eutanasia e chi vi si opponeva. E potrebbero ridurre il numero dei malati costretti a cercare nel suicidio 'l'uscita di sicurezza'", concludono i firmatari della dichiarazione.
Condividi