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MONDO

Boeing abbattuto in Iran, Zarif: "In carcere il militare responsabile"

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E' in carcere il militare iraniano che l'8 gennaio attivò il sistema missilistico antiaereo provocando l'abbattimento di un Boeing ucraino appena decollato da Teheran, uccidendo le 176 persone a bordo. Lo ha detto il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif in un'intervista al settimanale tedesco Der Spiegel.

Zarif non ha precisato da quando il militare sia in prigione. Qualche giorno dopo il disastro, quando l'Iran ammise la propria responsabilità nell'accaduto, annunciò alcuni arresti effettuati nell'ambito dell'inchiesta, ma senza fornire alcun nome né le funzioni svolte dalle persone indagate. Riferendosi alle proteste popolari in Iran dopo l'abbattimento del Boeing, Zarif ha affermato: "La gente ha avuto ragione a protestare, perché ha perduto familiari e amici. Si è trattato di una ragione emotiva".

Le autorità iraniane tardarono tre giorni nell'ammettere che le sue stesse forze armate avevano abbattuto, sia pur per errore, il Boeing delle linee ucraine Uia, la notte in cui avevano sferrato l'attacco di rappresaglia contro le truppe americane in Iraq, ma poi avevano promesso di agire con fermezza contro i responsabili.

Teheran denuncia interrogatori a cittadini irano-americani negli Usa
L'Iran ha denunciato oggi come metodi da "Inquisizione" le misure adottate negli ultimi giorni dalla polizia di frontiera Usa che, secondo quanto riferito da vari media canadesi, ha fermato e sottoposto a lunghi interrogatori cittadini irano-americani o iraniani con permesso di residenza che erano in ingresso negli Stati Uniti. "Gli Usa - ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Abbas Musavi, citato dall'agenzia Irna - sono responsabili per il comportamento illegale e disumano della loro polizia di frontiera, che è una chiara violazione dei diritti umani".  "La polizia di frontiera americana - ha sottolineato Musavi -ha fatto domande agli iraniani sulle loro convinzioni politiche e religiose e controllato anche con la forza i loro profili personali sui social media".

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