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ECONOMIA

Mercati

Borse deboli, si teme anche per l’Argentina

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di Paolo Gila Alle incertezze legate alla sfida commerciale tra Stati Uniti e Cina e alle crisi politiche di vari paesi si aggiunge ora anche il tracollo del peso argentino. L’uscita di scena di Mauricio Macri, il presidente argentino che ha perso le primarie e che dunque non sarà riconfermato a ottobre, ha gettato sul paese sudamericano un’ombra di insicurezza che si è riversata sui cambi: il peso di è deprezzato sul dollaro di circa il 20% e la borsa di Buenos Aires ha aperto con un brusco calo del 9%. Ne ha risentito Wall Street nel pomeriggio, che ha paerto con un calo di mezzo punto e che alle 17 e 35, ora di chiusura delle piazze europee, si presentava con il Nasdaq a -1% e il Nasdaq a -0,73%. In questo clima Londra ha perso lo 0,37%, Francoforte lo 0,12% e Parigi lo 0,33%. Milano ha lasciato sul terreno lo 0,30%, con lo spread btp/bund a 235 punti base con il rendimento dei nostri decennali all’1 e 75%. L’euro si è rafforzato sul dollaro, scambiato ora a 1,12 e 30.
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