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MONDO

Regno Unito

Brexit, speaker della Camera dei Comuni Bercow non ammette nuovo voto su accordo Johnson

"Le circostanze di oggi sono in sostanza le stesse di sabato", ha detto Bercow per motivare la decisione. Sabato scorso il governo aveva presentato l'accordo in Parlamento chiedendo ai deputati di votarlo ma era stato superato dall'approvazione dell'emendamento del ribelle ex Tory Oliver Letwin

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Lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, ha respinto la mozione del governo di Boris Johnson per rimettere ai voti oggi l'accordo sulla Brexit raggiunto dal premier Tory con Bruxelles, ma rinviato sabato con un emendamento. Secondo Bercow l'istanza non può essere riproposta nella stessa forma di sabato. Bercow ha spiegato che le due mozioni presentate dal governo sono "sostanzialmente" uguali.  "La mia decisione è che la mozione non sarà discussa oggi in quanto sarebbe ripetitivo e disordinato farlo", ha detto ai parlamentari. Bercow ha detto anche di sperare che la sua decisione e la spiegazione siano utili per i Comuni.

L'emendamento del ribelle ex Tory Oliver Letwin approvato sabato lega la votazione della ratifica dell'accordo di recesso solo dopo l'approvazione del pacchetto di leggi (Withdrawal Agreement Bill) relativo all'attuazione dell'accordo stesso. 

Le opposizioni hanno già annunciato che saranno presentati emendamenti al Withdrawal Agreement Bill, la legge sull'accordo di recesso. Tra tutti, la richiesta di un referendum confermativo sulla Brexit. La conseguente battaglia parlamentare potrebbe, quindi, far slittare i tempi di approvazione dell'accordo vero e proprio. La decisione di Bercow segna un'altra sconfitta per il governo del premier Boris Johnson, che insiste sulla necessità di rispettare la data di uscita dalla Ue del 31 ottobre.

A questo punto per il governo è corsa contro il tempo per far approvare entro questa settimana le leggi attuative dell'uscita dall'Ue e ripresentare il deal subito dopo in un contesto nuovo. Pena un rinvio o il no deal.  

Downing street: lo speaker nega la volontà popolare
Il primo ministro britannico si è dichiarato "deluso" dalla decisione dello speaker Bercow, di non consentire oggi un secondo dibattito per votare sull'accordo sulla Brexit raggiunto con Bruxelles nei giorni scorsi. Così facendo, ha tagliato corto un portavoce di Downing street, "ha negato la chance di attuare oggi la volontà del popolo britannico" espressa nel referendum del 2016. 

Deputato Tory accusa Bercow di partigianeria
Proteste dai banchi tory per la decisione dello speaker della Camera dei comuni. Il deputato brexiteer Bernard Jenkin, presidente della Commissione affari costituzionali, lo ha accusato apertamente di partigianeria per le sue decisione. Jenkin ha contestato che il voto di oggi sarebbe stata una ripetizione di quello di sabato affermando che sabato la mozione era "decaduta" in quanto non si era arrivato a un verdetto finale. E ha aggiunto che le circostanza sarebbero cambiate poiché nel frattempo il premier ha avanzato una richiesta di proroga della Brexit all'Ue laddove il deal non fosse ratificato prima del 31 ottobre. Il deputato ha aggiunto di voler convocare la Commissione affari costituzionali per "discutere del ruolo dello speaker". Bercow ha respinto le contestazioni su tutta la linea, rivendicando di aver dato in passato spazio anche ai brexiteer con la sua interpretazione del regolamento.

Galles e Scozia a Tusk: Ue sostenga il rinvio
I primi ministri di Galles e Scozia, Mark Drakeford e Nicola Sturgeon, intanto, hanno scritto al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, chiedendogli di sostenere un'estensione della Brexit che permetta ai parlamentari di analizzare l'accordo di recesso e anche di avere tempo per tenere un secondo referendum. Lo riporta in un tweet il giornalista della Bbc, Nick Eardley, pubblicando il documento. Drakeford e Sturgeon hanno scritto anche al primo ministro, Boris Johnson, chiedendo che il governo britannico si assicuri una proroga delle Brexit da parte del Consiglio europeo, che rispetti la devolution e "permetta alle assemblee legislative di adempiere alle loro funzioni democratiche e costituzionali".

Verhofstadt: prima deve votare Londra, poi il Parlamento Ue
"Avviseremo la conferenza dei presidenti" del Parlamento europeo "che ci dovrà essere una totale ratifica" dell'accordo sulla Brexit "in Gran Bretagna prima che il Parlamento europeo voti sull'accordo", ha detto l'europarlamentare belga Guy Verhofstadt, responsabile del gruppo sulla Brexit dell'Eurocamera. 

Javid: no alla pubblicazione della valutazione economica dell'accordo
Il Cancelliere dello Scacchiere britannico, Sajid Javid, ha respinto la richiesta dei parlamentari di rendere pubblica la valutazione economica del nuovo accordo sulla Brexit raggiunto dal premier britannico, Boris Johnson, con l'Ue. 
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