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EUROPA

Bruxelles

Brexit, la Commissione UE firma l'accordo per l'uscita della Gran Bretagna. Michel: "Pagina nuova"

Il presidente del Consiglio sottoscrive con la presidente della Commissione von der Leyen il testo del trattato. Il 29 gennaio la ratifica del Parlamento europeo

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La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, hanno firmato l'accordo di recesso del Regno Unito dall'Unione Europea, gia' approvato a Londra e che adesso deve essere ratificato dal Parlamento europeo.

Il 29 gennaio la ratifica del Parlamento europeo
La firma di Michel e von der Leyen apre la strada alla ratifica da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Ue. Dopo il via libera della commissione Affari costituzionali ieri, il voto del Parlamento europeo avverra' il 29 gennaio e sara' seguito il giorno successivo dall'approvazione da parte del Consiglio dell'Ue. 

Giovedi' prossimo, i diplomatici degli Stati membri dell'Ue approveranno l'accordo per iscritto, assicurando la partenza ordinata della Gran Bretagna a mezzanotte del 31 gennaio.

 L'annuncio di von der Leyen
"Abbiamo firmato l'accordo per l'uscita dal Regno Unito, aprendo la strada alla sua ratifica da parte del Parlamento europeo", ha annunciato il presidente della Commissione europea in un messaggio sul suo account twittter. 




Michel: "Iniziamo nuovo capitolo"
"Le cose inevitabilmente cambieranno, ma la nostra amicizia rimane. Iniziamo un nuovo capitolo come partner e alleati": cosi' il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, dopo la firma. Michel ha detto di essere "ansioso di scrivere insieme questa nuova pagina". 

La firma della Regina
L'accordo raggiunto da Boris Johnson con Bruxelles è da ieri legge nel Regno Unito. Lo ha sancito la Regina Elisabetta II, apponendo la sua firma (Royal Assent) sotto il testo dello European Union Withdrawal Agreement act, che ieri aveva concluso l'iter di ratifica parlamentare a Westminster a tre anni e 7 mesi dal referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Ue del 2016. L'annuncio del Royal Assent è stato formalizzato alla Camera dei comuni, fra gli applausi di alcuni deputati Tory, incluso il vice speaker Nigen Evans.

Il Parlamento britannico aveva definitivamente approvato l'accordo, spianando la strada alla storia uscita del Regno Unito dall'Unione europea il 31 gennaio.

Ai primi di gennaio, la Camera dei Comuni, dove il premier ha una stragrande maggioranza, aveva già dato il via libera all'accordo e poi aveva inviato il testo alla Camera dei Lord (composto da tutti membri a vita e non eletti). Nei giorni scorsi, la 'camera alta' aveva approvato cinque emendamenti, tutti contrari alla linea del governo, in particolare per quanto riguarda i diritti dei cittadini dell'Ue residenti nel Regno Unito e i minori rifugiati non accompagnati. Quando il testo è però tornato ai Comuni questi emendamenti sono saltati.

Adesso il via libera definitivo, che è un'indubbia vittoria personale per Bojo, che ha negoziato duramente l'accordo con Bruxelles e il Parlamento e, quando non è riuscito a farselo approvare da Westmnister, ha convocato le elezioni anticipate e ha stravinto. 

A partire dal primo febbraio comincerà un periodo di transizione di undici mesi, fino al 31 dicembre, in cui continuerà ad essere legato alle strutture comunitarie e ad applicare le regole europee. Nel frattempo, la Commissione europea presenterà un mandato negoziale ai 27 Paesi del blocco che dovranno approvarlo in una riunione ministeriale del 25 febbraio. Il negoziato potrebbe cominciare a quel punto e il primo luglio sarà la prima data chiave: l'Ue e il Regno Unito dovranno decidere se prolungare la transizione e quindi i negoziati per uno o due anni. BoJo è contrario ma nelle ultime settimane Bruxelles ha avvertito che undici mesi sono un periodo troppo breve per raggiungere un accordo commerciale completo.

Il Regno Unito "è arrivato al traguardo" della Brexit: ora "dobbiamo procedere uniti" e "lasciarci alle spalle gli anni del rancore e della divisione". Cosè il premier britannico Boris Johnson dopo il via libera del parlamento alla ratifica dell'accordo sulla Brexit. Formalmente, il Regno Unito lascerà l'Unione europea alle 11 del 31 gennaio, oltre tre anni dopo il referendum sulla Brexit del giugno del 2016.



Gualtieri: "Vogliamo un accordo completo, non perdere tempo"
Sulla Brexit "vogliamo un accordo il più profondo e completo possibile, ma è importante non perdere tempo, anche perché Londra ha detto che non vuole ricorrere all'opzione di prolungare la transizione", ha sottolineato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, intervenendo al Forum di Davos a un incontro sulla Brexit assieme al commissario Ue agli Affari economici e monetari Paolo Gentiloni. Gualtieri ha ricordato l'obiettivo di "minimizzare il più possibile" le ricadute "anche sui mercati finanziari" dell'uscita del Regno Unito. "Da una parte l'Ue deve negoziare in buona fede un buon accordo, dall'altra deve anche prepararsi a cambiamenti che soprattutto nel medio termine saranno profondi". 

Gentiloni: credo in buon accordo Ue-Londra
"Penso che possiamo raggiungere un buon accordo" con il Regno Unito sulla Brexit ma non c'è tempo da perdere", ha affermato il commissario Ue agli Affari monetari, Paolo Gentiloni intervenuto al Forum di Davos a un panel sulla Brexit. "Il Regno "lascerà l'Unione a fine mese" e successivamente ci sara' circa un anno "veramente poco tempo" per negoziare un accordo". "L'Ue e' pronta a fare tutto quel che e' nel suo potere per avere la migliore relazione possibile con il Regno Unito, ma molti dei risultati dipendono dalle loro decisioni. 

Mnuchin: accordo commerciale con Gb
Gli Stati Uniti sperano di concludere un accordo commerciale con il Regno Unito "quest'anno" dopo la Brexit. Così il segretario del Tesoro statunitense Steven Mnuchin. Questo accordo "è una priorità assoluta per il presidente Trump e abbiamo intenzione di concluderlo con loro quest'anno, pensiamo sara' un bene per loro e un bene per noi", ha detto, riferendosi ai britannici a margine del World Economic Forum. "Ci sono meno problemi tra il Regno Unito e gli Stati Uniti che tra il Regno Unito e l'Unione Europea (...) le nostre economie sono abbastanza simili. Entrambe sono molto orientate al servizio, con un'abbondanza di servizi finanziari e c'è già un alto grado di integrazione e di coordinamento. Quindi dovrebbe essere più facile", ha aggiunto il segretario al Commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross, intervenendo alla stessa conferenza stampa. 
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