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MONDO

Londra

Brexit, verso il rinvio del voto ai Comuni. Theresa May tornerà a Bruxelles per rinegoziare?

Il sottosegretario Zahawi conferma lo slittamento, obiettivo la revisione del backstop per l'Ulster

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Theresa May intende tornare a Bruxelles per cercare di ottenere un supplemento negoziale sulla Brexit e in particolare "respingere il backstop", il contestato meccanismo sul confine irlandese. Lo scrive su Twitter Nadhim Zahawi, uno dei sottosegretari del suo governo, in attesa delle comunicazioni ufficiali della premier alla Camera dei Comuni.  "Theresa May ha ascoltato i colleghi (di governo) e andrà a Bruxelles per respingere il backstop", scrive Zahawi. 

Negoziatore britannico Robbins è a Bruxelles 
Il negoziatore tecnico del Regno Unito per la Brexit, Olly Robbins, è stato visto arrivare alla Commissione europea. Fonti comunitaire non smentiscono la sua presenza, ma non aggiungono elementi. 

Retromarcia di May, verso rinvio voto parlamento su accordo
La premier britannica parlerà alla Camera dei Comuni questo pomeriggio, mentre si prepara a rinviare il voto parlamentare, previsto per domani sera, sull'accordo sulla Brexit stretto dal suo governo con la Ue, con una brusca retromarcia alla vigilia di quella che si preannunciava come una sonora sconfitta. La sterlina è scesa di colpo sul dollaro al crescere dell'incertezza sui termini in base ai quali Londra lascerà la Ue a marzo prossimo. Stamane, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la Gran Bretagna è libera di bloccare unilateralmente il ritiro dalla Ue, alimentando le speranze di coloro che vogliono annullare l'intero processo. 

May si è trovata di fronte a una forte ribellione dei suoi deputati conservatori sull'accordo di ritiro raggiunto a novembre a Bruxelles, mentre ha contro anche l'opposizione. Molti Tories vogliono che rinegozi l'intesa e notano che la premier è attesa a un vertice di Bruxelles alla fine di questa settimana. 

Corbyn sul rinvio del voto, il governo non esiste più 
"Non abbiamo più un governo funzionante". E' la reazione del leader laburista, Jeremy Corbyn, al preannuncio di un rinvio del voto sulla ratifica dell'accordo sulla Brexit sottoscritto dalla premier Tory, Theresa May. Il consiglio dei ministri giudica evidentemente "questo accordo così disastroso da scegliere la mossa disperata di un rinvio dell'11/ma ora", accusa Corbyn, rilanciando l'idea "alternativa del Labour di un'intesa che privilegi i posti di lavoro" da porre sul tavolo di "futuri colloqui con Bruxelles". La svolta sul voto raccoglie reazioni negative anche da altri partiti d'opposizione e nella stessa maggioranza, mentre fuori da Westminster continua a manifestare come fa quasi quotidianamente un presidio di dimostranti anti-Brexit.
Persino Nigel Dodds, capogruppo ai Comuni degli unionisti nordirlandesi del Dup, gli alleati ribelli a cui May di fatto si rivolge con il rinvio, sperando di ottenere una revisione dell'accordo nella direzione da loro auspicata, liquida questa mossa in extremis del governo come un segnale "di caos".  

Ue: l'accordo con Londra non è rinegoziabile
"Il nostro assunto di lavoro resta che la Gran Bretagna lascerà l'Ue il 29 marzo 2019" e che l'accordo di divorzio sul tavolo sia "l'unico possibile", "non rinegoziabile. La nostra posizione non cambia". Così una portavoce della Commissione Ue, ribadendo che l'Ue "si sta preparando a tutti gli scenari" e che comunque, anche dopo la sentenza di oggi della Corte Ue, al momento mancano le condizioni per la revoca dell'articolo 50 sul divorzio.

Premier Irlanda: impossibile rivedere l'accordo
Il premier irlandese, Leo Varadkar, esclude categoricamente la possibilità di rinegoziare l'intesa su Brexit raggiunta tra l'Ue e la premier britannica Theresa May. "Non e' possibile rivedere il backstop", ha dichiarato ai giornalista a margine di un evento a Dublino. "Se siamo a questo punto e' perche' la Gran Bretagna ha voluto lasciare l'Ue e nella lunga contrattazioni ci sono state diverse concessioni da parte nostra e tante linee rosse stabilite da Londra", ha aggiunto. 
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